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Lavrov minaccia l'Occidente: "Ora l'America è parte del conflitto"

''Adesso gli Stati Uniti sono parte del conflitto'' in Ucraina. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov

Lavrov minaccia l'Occidente: "Ora l'America è parte del conflitto"
Sergei Lavrov

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25 Settembre 2022 - 11.07


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Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nel corso di una conferenza stampa a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York. ”In Occidente c’è una russofobia grottesca”. Quello che gli occidentali vogliono fare ”non è sconfiggerci. Vogliono toglierci dalle cartine, cancellarci dalle mappe”. ”Gli Stati Uniti e i loro alleati sono dei dittatori” attacca. Quella di Washington ”è una dittatura pura o un tentativo di imporla”.

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Lavrov ha definito, poi, “senza precedenti” le parole della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen sulle elezioni politiche italiane definendole ”minacce della leadership europea”. Intervendo in conferenza stampa al termine del suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York Lavrov ha detto che l’Unione europea si sta trasformando in una ”dittatura”.

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Quanto a qualsiasi ipotesi di una soluzione diplomatica la Russia, ribadisce Lavrov, ”non farà il primo passo” nei colloqui per mettere fine alla guerra in Ucraina.

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Lavrov si è poi domandato le ragioni dell’atteggiamento occidentale nei confronti della Russia. ”In Occidente c’è una russofobia grottesca” sottolinea. ”Non ci possono perdonare perché abbiamo preso determinate posizioni nella storia, per la nostra posizione negli accordi di Varsavia, perché siamo stati favorevoli alla riunificazione della Germania o perché abbiamo ritirato le nostre truppe dall’America Latina, riconosciuto indipendenza dei Paesi dell’ex Unione sovietica, perché abbiamo creduto che la Nato non si sarebbe estesa fino a est”, ha detto. ”Ricordiamoci che le Nazioni Unite non sono state create per portarci in paradiso, ma per salvarci dall’inferno” sottolinea, citando l’ex segretario generale delle Nazioni Unite Dag Hammarskjöld.

E’ stato Zelensky il primo parlare di nucleare lo scorso gennaio e non noi” ha detto il ministro degli Esteri russo. Una conferenza stampa dove ha indicato che il presidente ucraino Volodomyr Zelensky ”a gennaio ha detto che è stato un errore per l’Ucraina abbandonare le armi nucleari”. E ”dopo di lui, che è stato il primo a sollevare la questione, ha parlato di nucleare il ministro (degli Esteri, ndr.) francese Le Drian”, ha proseguito Lavrov affermando che ”noi abbiamo un protocollo per la sicurezza nucleare che è aperto a tutti e che invito a leggere”.

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Il ministro degli Esteri russo ha poi affermato che ”nel 2014 i colleghi occidentali ci dissero che non potevamo accettare l’annessione della Crimea. Allora ricordammo loro il colpo di Stato durante il quale ci furono migliaia di morti e dove volevano cancellare la lingua russa. Allora ci fu un referendum in Crimea dove la stragrande maggioranza dei cittadini decise di riunirsi con la Russia. Lo stesso accade oggi”.

La Russia, dice Lavrov, ”rispetterà pienamente la volontà popolare che si esprimerà tramite i referendum” che si sono aperti ieri e andranno avanti fino al 27 settembre nei territori dell’Ucraina orientale. ”Diventeranno territori russi” aggiunge.

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