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I dati di Israele: "90% di mortalità in meno per gli over 50 con la terza dose"

Lo studio riguarda 843.208 persone, di cui 758.118 (90%) hanno ricevuto la terza dose durante il periodo studiato. In questo gruppo vi sono stati 65 decessi per il covid, pari a 0,16 casi su 100mila

I dati di Israele: "90% di mortalità in meno per gli over 50 con la terza dose"
Laboratorio Covid

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9 Dicembre 2021 - 14.56


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Da una ricerca israeliana, condotta prima dell’insorgere della variante Omicron, e pubblicata sul New England Journal of Medicine si evince che le persone che hanno più di 50 anni, e che hanno ricevuto una terza dose di vaccino Pfizer hanno il 90% di possibilità in meno di morire di Covid, rispetto a chi ne ha ricevute solo due.

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Israele è stato in luglio il primo paese a introdurre la terza dose. Lo studio realizzato dalla mutua Clalit, spiega Times of Israel, riguarda 843.208 persone, di cui 758.118 (90%) hanno ricevuto la terza dose durante il periodo studiato. In questo gruppo vi sono stati 65 decessi per il covid, pari a 0,16 casi su 100mila per giorno. Nel gruppo di chi aveva ricevuto solo due dosi almeno cinque mesi prima vi sono stati 137 decessi, ovvero 2,98 su 100mila al giorno.

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Le quattro mutue che operano in Israele hanno un sistema digitalizzato con tutti i dati dei pazienti, caratteristica che facilita gli studi sull’efficacia del vaccino. Le statistiche dello studio sulla terza dose hanno tenuto conto dei fattori sociodemografici e della presenza di altre condizioni mediche. Lo studio dimostra “inequivocabilmente che la dose booster è significativamente associata con la riduzione del rischio di mortalità dal coronavirus, compreso dalla variante Delta”, ha detto Doron Netzer, co autore della ricerca.

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