Protesta contro l'invasione turca di Afrin: il calciatore Deniz Naki squalificato a vita

Il calciatore si trova in Germania dove è scampato a un attentato. Lo avevano già condannato per propaganda terrorista

Deniz Naki

Deniz Naki

globalist 31 gennaio 2018

La Turchia di Erdogan è un misto di bavaglio e repressione; repressione e bavaglio. Dopo la politica, la società civile, i media è la volta dello sport: squalificato a vita per propaganda filo-curda. E' la sanzione decisa dalla Federazione calcio turca per il giocatore curdo-tedesco, Deniz Naki, colpevole di aver condiviso domenica un video sui social media in cui si faceva appello a partecipare a una manifestazione a Colonia contro l'offensiva militare lanciata dalla Turchia lo scorso 20 gennaio nell'enclave curda di Afrin, nel nord della Siria.
In realtà il 28enne è stato squalificato per tre anni e mezzo e a pagare una multa di 273mila lire turche, pari a oltre 58mila euro. In Turchia, tuttavia, ogni squalifica superiore a tre anni equivale a uno stop a vita: Naki non potrà più partecipare a incontri ufficiali nel Paese. 
Lo scorso aprile il calciatore, che si trova attualmente in Germania, era stato condannato a 18 mesi, pena poi sospesa, per propaganda terroristica a favore del Pkk. Il 7 gennaio Naki era scampato ad un attacco in autostrada al confine tra Germania e Belgio: la sua auto era stata centrata da almeno due proiettili mentre viaggiava nei pressi della cittadina di Dueren.
Sabato il magazine tedesco 'Der Spiegel' ha riportato le parole dell'avvocato di Naki, il quale ha spiegato che il suo assistito intende risolvere il contratto con la squadra turca dell'Amedspor per motivi di sicurezza e restare in Germania.