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Trump il golpista mancato: "Biden è un nemico dello Stato"

Donald Trump è andato all'attacco del presidente Biden nel comizio in Pennsylvania per i suoi candidati a Midterm, il primo dopo il sequestro di documenti classificati nella sua residenza di Mar-a-Lag. Accuse anche all'Fbi

Trump il golpista mancato: "Biden è un nemico dello Stato"
Donald Trumo

globalist Modifica articolo

4 Settembre 2022 - 10.15


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Donald Trump, un essere abominevole, spacciatore di odio e golpista mancato, quello che con le sue menzogne ha provocato un assalto al Campidoglio costato morti e feriti e che ha detto che – se diventerà presidente – grazierà tutti.

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E cosa ha detto all’ultimo comizio? Joe Biden è “un nemico dello Stato”, “il discorso che ha fatto a Philadelphia era pieno di odio e di rabbia”, “è stato il discorso più divisivo fatto da un presidente, che ha denigrato 70 milioni di elettori”.

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Così Donald Trump partendo all’attacco del presidente nel comizio in Pennsylvania per i suoi candidati a Midterm, il primo dopo il sequestro di documenti classificati nella sua residenza di Mar-a-Lago. “Metteremo fine alla carriera politica di Nancy Pelosi e di Joe Biden”, ha concluso.

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L’attacco alla Fbi

L’Fbi è diventato un mostro feroce controllato alla sinistra democratica e dai media ma io non resterò in silenzio”: sempre dalcomizio in Pennsylvania, l’ex presidente ha attaccato il Bureau e il dipartimento di giustizia per la perquisizione nella sua villa a Mar-a-Lago che ha portato al sequestro di documenti classificati. “E’ lo stesso Fbi ha non ha perseguito Hillary Clinton per l’Emailgate”, ha incalzato riferendosi al server privato usato dall’allora segretaria di stato e alle migliaia di email da lei cancellate.

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“Hanno pubblicato foto facendo intendere che quei documenti li avessi sparpagliati io sul pavimento. Sono persone veramente disoneste”, ha proseguito riferendosi, senza nominarlo, all’Fbi e alla foto che ha presentato in tribunale, raffigurante una serie di documenti «segreti» messi su un tappeto durante la perquisizione nella sua residenza di di Mar-a-Lago.

“Volevano arrestare mio figlio Donald Jr”

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“Volevano mandare in prigione mio figlio Donald Jr., un bravo ragazzo, accusandolo di cose che si erano inventate, tirando fuori una storia totalmente inventata, una bufala, in cui dicevano Russia, Russia, Russia”: lo ha detto Donald Trump in un comizio in Pennsylvania, denunciando la “politicizzazione” dell’ inchiesta sul Russiagate, a suo avviso alimentata dai democratici.

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