Premessa:, la lotta Usa-Cina è la chiave di lettura per comprendere l’80% delle azioni di Trump: dalla Groenlandia all’Iran, alla Nato, all’Europa, al Venezuela, alle tasse doganali, alla sua concezione di democrazia, al suo rapporto con il mondo digitale, fino ad altro ancora. la conquista dello spazio.
Lui è lucido e coerente in questo senso. Ed è difficile per noi “nazioni medie” affrontare questi due giganti. Specialmente perché tengono in mano parte del nostro destino. Una visione diffusa araba del Golfo, la guerra israelo-persiana sarebbe un pretesto.
Il piano degli Stati Uniti è prosciugare le risorse petrolifere della Cina, di cui l’Iran è un grande fornitore. La Cina ha costruito parte del suo successo sull’energia ottenuta a buon prezzo dai paesi sotto sanzioni: Iran, Venezuela, Russia.
Quindi l’idea sarebbe quella di ridurre l’approvvigionamento, costringerla ad aumentare bruscamente i prezzi di acquisto della sua energia, e quindi i prezzi di vendita.
Dopo lo sfratto di Maduro, Washington ha ripreso il controllo del petrolio venezuelano.
La distruzione del principale terminal marittimo iraniano verso la Cina a seguito del blocco dei porti iraniani degli Stati Uniti ha già delle conseguenze.
In questa prospettiva, la sospensione delle sanzioni al petrolio russo potrebbe essere un tentativo di riportare Mosca nel campo degli Stati Uniti piuttosto che spingere la Russia ad aumentare le consegne a Pechino.
Questo comporterebbe un accordo con Kiev.
È solo un’ipotesi, ma non manca di logica.
Questo è il suo difetto principale, tra l’altro, dà coerenza alle azioni imprevedibili di Trump.
Ma se sarà verificato, toccherà agli europei assicurarsi che l’Ucraina non sia la perdente di questa redistribuzione globale delle carte energetiche.
Ci si può sorprendere anche del relativo silenzio della Cina, che sicuramente interviene per l’Iran, ma per il momento non in maniera molto dimostrativa.
Il che non è necessariamente un segno di debolezza.
Argomenti: donald trump