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Valérie Pécresse: da outsider della destra francese al sogno di sfidare Macron

Propone una destra umanista", la restaurazione dell'orgoglio francese, oltre a voler rimettere ordine nel Paese". Difende le idee di equità, giustizia sociale, tutela dell'ambiente ed è favorevole a massicci investimenti pubblici nel settore sanitari

Valérie Pécresse: da outsider della destra francese al sogno di sfidare Macron
Valérie Pécresse

globalist

3 Dicembre 2021 - 11.49


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Il suo nome è Valérie Pécresse ed è la candidata alle presidenziali che a sorpresa andrà al ballottaggio con Eric Ciotti: rappresenta les Républicains, il partito conservatore francese.

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Valérie Roux – Pécresse da coniugata – è nata il 14 luglio 1967 a Neuilly-sur-Seine nell’hinterland di Parigi e si è laureata in economia, nel 1988, alla prestigiosa scuola parigina di Hec per poi integrare la Scuola nazionale della pubblica amministrazione, l’Ena, uscendo seconda della sua promozione. Uditrice al Consiglio di Stato nel 1992, all’inizio della sua carriera politica ha suscitato l’interesse del socialista Lionel Jospin, ma ha preferito raggiungere il team di Jacques Chirac, di cui diventa consigliera.

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Inoltre Pécresse, sposata e madre di tre figli, ha insegnato diritto costituzionale a Sciences Po Parigi per 6 anni, fino al 1998. Nel 2002 entra a far parte nel neo partito dell’Unione per un movimento popolare (Ump), fondato da Chirac. Alle elezioni legislative del 2002 è eletta deputata nella sua circoscrizione delle Yvelines, incarico ricoperto fino al 2007 e nel quale e’ stata poi riconfermata nel 2012.

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Nel primo e secondo governo Francois Fillon è stata ministro dell’Istruzione superiore e della Ricerca, dal 2007 al 2011, promuovendo la riforma dell’autonomia delle università.

Nel 2010 diventa presidente del gruppo Ump al consiglio regionale dell’Ile de France. Nel 2011-2012 è stata ministro del Budget, dei Conti pubblici e della Riforma dello Stato e portavoce del terzo governo Fillon.

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Capolista alle elezioni regionali del 2015, con la sua vittoria alla presidenza dell’Ile de France riconsegna la regione alla destra dopo 17 anni di potere socialista. Nel 2017 lascia il partito dopo la sconfitta di Fillon alle presidenziali per creare il suo movimento “Soyons Libres!”.

Nel giugno 2019, dopo le elezioni europee, Pécresse è uscita da Les Républicains, denunciando la sua svolta troppo a destra e il suo ‘restringimento’. Da allora, nonostante abbia il suo proprio movimento politico, è rimasta legata alla sua ‘famiglia’ politica.

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Lo scorso giugno è stata rieletta presidente della regione parigina per un secondo mandato. Favorevole ad una candidatura unica e unitaria della destra e del centro, alla fine ha dovuto piegarsi alla volontà dei militanti di LR e per poter partecipare alle primarie a metà ottobre scorso Pécresse – che gode del sostegno di una parte della corrente Sarkozy – ha nuovamente aderito al partito.

La sua campagna per le primarie è stata contraddistinta da molti incontri di terreno e con i media, puntando con energia e determinazione su un programma molto dettagliato.

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Pécresse propone una destra “forte e umanista”, di “restaurare l’orgoglio francese” oltre a voler “rimettere ordine nel Paese”. Difende le idee di equità, giustizia sociale, tutela dell’ambiente oltre ad essere favorevole a massicci investimenti pubblici nel settore sanitario per rafforzarlo sia in città che nelle campagne francesi.

Sicurezza, giustizia, istruzione, immigrazione e famiglia sono stati i temi centrali della sua campagna oltre a proporre la soppressione di 200 mila posti di lavoro nella pubblica amministrazione e il raggiungimento della neutralità carbone entro il 2050. Ora la sua sfida è quella di imporsi come prima candidata femminile del partito Les Re’publicains.

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