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Così Biden sta cambiando le pericolose derive di Trump

La tassazione del 15% sulle multinazionali è un primo passo per spingere l’Europa ed i suoi singoli stati ad essere più esigenti

Il presidente Usa Joe Biden
Il presidente Usa Joe Biden

Nuccio Fava Modifica articolo

6 Giugno 2021 - 15.56


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di Nuccio Fava

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Tutto procede positivamente anche se sarebbe superficiale ed eccessivo cantare del tutto vittoria.
Andrebbe però ricordato il messaggio di speranza e di fiducia nella ripresa lanciato quasi in contemporanea dal presidente della Repubblica e dal presidente del Consiglio il 2 giugno festa della Repubblica.
I tanti numeri seguiti con attenzione e timore oggi finalmente appaiono rassicuranti e anticipano realisticamente una estate libera nel godimento di mare e sole.
Oggetto di frequenti vignette e bonarie ironie, il generale Figliuolo è andato diritto e senza incertezze, dialogando con le regioni ma portando avanti le sue scelte e le sue impostazioni sull’approvvigionamento dei vaccini e l’ampliamento della rete di somministrazione.
Ottenendo disponibilità e collaborazione di tutti gli operatori e il contributo dei militari. Difficile non riconoscere l’importanza dell’opera del generale e del cambio di passo che ha segnato nella lotta alla pandemia, per autorevolezza e competenza.
Intanto proseguono le realizzazioni del governo con una profonda e vasta riforma della pubblica amministrazione illustrata con efficacia dal ministro Brunetta chiave di volta del recovery plan e per molti versi dell’intero sistema paese.
Anche sul piano della cooperazione internazionale ottiene finalmente accoglimento, al G7 di Londra, una antica proposta anche italiana in sede europea, sulla tassazione dei grossi gruppi multinazionali privilegiati predatori a lungo di risorse dei singoli stati con tassazioni irrisorie.
Si potrebbe dire che la pacchia è finita perché dovranno versare almeno il 15% in ciascun paese in cui operano.
Merito principale dell’amministrazione Biden e della sua forte caratterizzazione alternativa a quella pericolosa di Trump.
Anche il limite del 15% però può essere considerato solo un primo ma importante passo , per spingere possibilmente l’Europa ed i suoi singoli stati ad essere più esigenti, percorrendo criteri e percorsi di cooperazione e solidarietà che il covid ci ha costretto in larga misura a praticare.

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