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Anzaldi: "La Rai pretende il canone dalle attività chiuse, è una vergogna"

Il segretario del Consiglio di Vigilanza Rai: "Assurdo che si debba pagare una tassa all'unica azienda che non sta venendo toccata dalla crisi, anzi ne è avvantaggiata"

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globalist Modifica articolo

17 Aprile 2020 - 20.24


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Il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi scrive su Facebook sulla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della norma che obbliga alberghi, esercizi commerciali, bar e altre attività ricettive a pagare il canone Rai. Provvedimento che Anzaldi definisce “vergognoso pasticcio” per il fatto che “queste attività sono chiuse da settimane” ed è assurdo che si debba ancora pagare il canone mentre tutte le altre tasse sono sospese. 
“È assurdo” scrive Anzaldi, “che gli imprenditori e i commercianti si ritrovino a dover pagare alcune centinaia, in certi casi anche migliaia di euro, peraltro pur essendoci la certezza che queste attività siano nella quasi totalità chiuse dall’8 marzo. Peraltro i soldi andrebbero all’unica azienda italiana che non ha subito alcun danno economico dall’emergenza, potendo contare sui soldi certi del canone e avendo visto anche l’aumento della platea televisiva e quindi un potenziale aumento di introiti pubblicitari”. 
“Anzi, la Rai probabilmente risparmierà per le minori spese dovute alla sospensione dello sport. Pretendere il pagamento del canone speciale Rai in piena emergenza coronavirus è come commettere un furto legalizzato: il Governo intervenga al più presto per esentare le imprese da questa incomprensibile tassazione”, conclude Anzaldi.

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