Fra gli oltre 120 mila rifugiati che dall’Est dell’Ucraina hanno deciso di fuggire in Russia, alcune migliaia sono finite a Sedové, vicino al mare di Azov. In questa località un pò decrepita e di solito riservata ai bambini della regione, le autorità ospitano famiglie in fuga dal conflitto tra più di tre mesi.
Più di 1.200 rifugiati sono ospitati in piccoli edifici di due o tre piani che si affacciano direttamente sulla spiaggia. Nelle ultime due o tre settimane sono arrivati coloro che sono fuggiti da Donetsk, prima c’erano quelli venuti da Slavjansk e dintorni, ma nei giorni scorsi sono arrivate molte altre famiglie da Donetsk e Lugansk. “Ieri, un autobus ha preso 40 persone per riportarle a Slavjansk, ora che l’esercito ucraino ha preso la città, si può tornare a casa. Era commovente vederli partire – ha detto Valentina Ivanova, direttrice cdel complesso – ma purtroppo i posti non rimangono liberi lungo, adesso alla stazione sono arrivate 150 persone, tra cui 60 bambini”.
Poco distante sotto un pergolato di plastica blu pergolato, le madri parlano con i loro bambini in braccio, mentre altri più grandi corrono attraverso i ricoperti di erba. Scooter, tricicli e passeggini sono conservati ai piedi di un edificio. A pochi metri di distanza, un altro palazotto è la. Da un lato si vedono sono mucchi di vestiti.
“Distribuiamo tutto il cibo e i vestiti che riceviamo dalle organizzazioni umanitarie – spiega Olexander Zagrodelny, che gestisce la distribuzione dei rifugiati nei vari centri della regione – Adesso non ci sono più case disponibili, così abbiamo iniziato a mettere più famiglie in un appartamento”.
“Noi siamo appena arrivati da Snijné, un villaggio non lontano dalla zona del disastro dell’ aereo malese – aggiunge una giovane madre – ormai c’erano carri armati che passavano continuamente per strada vetture come semplici, uomini armati ovunque, eravamo molto spaventati”, ha detto .Un’altra donna ha trascorso due giorni e due notti nascosti nel seminterrato della sua casa prima di decidere di lasciare: “C’erano bombardamenti e la casa dei nostri vicini è stata colpita, non si riusciva a dormire, era impossibile vivere in quelle condizioni. Nella nostra città, gli unici rimasti sono gli anziani. Noi appena abbiamo potuto siamo fuggiti”. Tutti riconoscono di aver trovato lontano dai combattimenti po ‘di serenità, ma il suono del bombardamenti in lontananza basta a ricordare periodicamente che il conflitto è tutt’altro che finito.
Il bilancio dei morti – Nel frattempo sul terreno proseguono gli scontri e sul piano diplomatico un confronto spesso interrotto da provocazioni: secondo il rapporto di Navi Pillay, alto commissario Onu per i diritti umani “i morti nel conflitto ucraino sono stati almeno 1.129 ed i feriti 3.442. Il commissario aggiunge che l’abbattimento dell’ aereo malese potrebbe configurarsi come “crimine di guerra”.
“Questa violazione del diritto internazionale nelle circostanze potrebbe qualificarsi come un crimine di guerra”, ha detto Pillay in una dichiarazione rilasciata ieri. “Tutto sarà fatto” in modo che i responsabili di questa tragedia “, qualunque esse siano, siano assicurati alla giustizia”.
Pronte nuove sanzioni contro la Russia – Hollande, Obama, Merkel, Cameron e Renzi sono per “nuove misure” contro la Russia in relazione alla crisi ucraina: è quanto riferisce il governo francese dopo la
conference call tra i cinque leader. Nonostante i numerosi appelli”
rivolti a Vladimir Putin, il presidente Usa Obama, il presidente
francese Hollande, la cancelliera Angela Merkel, il premier
Matteo Renzi e il britannico Cameron “deplorano che la Russia
non abbia fatto effettive pressioni sui separatisti per indurli
a negoziare e non abbia assunto le misure concrete che si
attendevano da essa per garantire il controllo della frontiera
russo-ucraina”: è quanto si legge nella nota dell’Eliseo al
termine della conference call tra i cinque leader.
Abbattimento volo MH17 – L’abbattimento in Ucraina orientale del Boeing 777 della Malaysia Airlines, volo MH17, in potrebbe costituire un crimine di guerra, ha affermato l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay. “Questa violazione del diritto internazionale, date le circostanze, potrebbe costituire crimine di guerra. È imperativo che un’indagine rapida, completa, efficace, indipendente e imparziale sia condotta su quell’episodio”, ha aggiunto.
Intanto gli esperti forensi e agenti di polizia di Olanda e Australia che erano diretti al sito del disastro del volo MH17 in Ucraina orientale sono stati costretti a fare marcia indietro a causa dei combattimenti in corso fra i ribelli filorussi e l’esercito di Kiev. Lo rende noto il governo olandese.