Le autorità della Repubblica Popolare di Lugansk, annessa unilateralmente da Mosca, ha pubblicato una banca dati dei bambini ucraini in adozione. Incredibilmente, il bambino può essere scelto in base al colore degli occhi e dei capelli. Lo si legge sul sito web del Ministero dell’Istruzione e della Scienza della LPR, dove è apparso un database di orfani ucraini per la loro adozione.
E’stato il responsabile dell’organizzazione “Save Ukraine”, Mykola Kuleba, a denunciarlo all’opinione pubblica internazionale. Il database contiene la scheda di 294 minori di età inferiore ai 17 anni: vengono pubblicati i loro nomi e le loro foto, vengono descritti nel fisico e pubblicizzati pure gli hobby. I bambini possono essere selezionati in base al sesso, all’età, al colore degli occhi e dei capelli, ma anche alla presenza di fratelli e sorelle.
“Il modo in cui il database descrive i nostri figli non è diverso da un catalogo di schiavi – nota la denuncia – Questo è un vero e proprio traffico di bambini nel 21° secolo, traffico che il mondo deve fermare”, ha commentato Kuleba.
Secondo Kuleba, la maggior parte dei bambini inseriti nel database “sono nati prima dell’occupazione della regione di Luhansk e avevano la cittadinanza ucraina, i genitori di alcuni sono stati uccisi dalle autorità di occupazione, ad altri sono stati semplicemente fatti documenti russi per legalizzare il rapimento”.
Come nota “Novaya Gazeta Europe”, nel 2021 è stato pubblicato un database simile con informazioni sui minori in adozione sul sito web del Ministero del Lavoro della LPR. Le autorità ucraine hanno ripetutamente accusato la Russia di aver allontanato con la forza i bambini ucraini dalle regioni occupate, anche per l’adozione.
Secondo Kiev, dall’inizio della guerra su vasta scala, almeno 19,5 mila bambini sono stati deportati dall’Ucraina, un migliaio e mezzo di loro è riuscito a tornare in patria. Nel marzo 2023 la Corte penale internazionale dell’Aia ha emesso un mandato d’arresto nei confronti di Vladimir Putin e della commissaria per i diritti dei minori sotto la presidenza della Federazione russa Maria Lvova-Belova, sospettati – appunto – di aver deportato illegalmente bambini dai territori occupati dell’Ucraina alla Russia.
Mosca non può nascondere questa “deportazione” di bambini dai territori ucraini occupati, ma sostiene che sia soltanto una “evacuazione per garantire la loro sicurezza”.
Il tema dei bambini ucraini “trasformati” con al forza in russi da tempo è il cruccio del Vaticano, prima papa Francesco, ora papa Leone ripetutamente, con missioni diplomatiche specifiche, o anche quelle legate alla possibilità di trattative di pace, ha fatto di tutto per riportare i piccoli a casa.