L'atto d'accusa di Sarri: "Questo calcio non mi appartiene più, ormai è uno show"
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L'atto d'accusa di Sarri: "Questo calcio non mi appartiene più, ormai è uno show"

L'allenatore della Lazio alla vigilia dell'incontro con l'Inter: " Tutte le componenti cercano di spremere soldi agli appassionati. Io sono vecchio e legato a un altro tipo di calcio"

Maurizio Sarri
Maurizio Sarri
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15 Ottobre 2021 - 19.56


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Un duro atto d’accusa: “In queste due settimane ci siamo allenati a ranghi ridotti, è difficile valutare le reazioni della squadra. Purtroppo il calcio attuale è questo, probabilmente non mi appartiene più perché sono un allenatore da campo. Tutti i mesi facciamo 7 partite in 19 giorni, i giocatori si allenano più con le nazionali che con noi. A noi non capita mai di poterci allenare 4-5 giorni prima delle partite. Non siamo più di fronte a uno sport, ma di fronte a uno show in cui tutte le componenti cercano di spremere soldi agli appassionati. Io sono vecchio e legato a un altro tipo di calcio. Non mi attendo la reazione dei professionisti, ma la reazione degli uomini. I giocatori si allenano poi più con le nazionali che con noi”.

Parola di Maurizio Sarri alla vigilia di un Lazio-Inter che significa molto sia per lui che per i biancocelesti contro l’ex Simone Inzaghi.

Per qualcuno questo Lazio-Inter è già uno spartiacque.

“Ci sono tre punti in palio. Non può essere chiaramente uno spartiacque in questo momento della stagione, soprattutto per una società come la nostra che ha fatto una scelta di rottura ed è palesemente in un anno di costruzione e transizione. L’importante è gettare delle basi, che non può essere quello di giocare un calcio spettacolare, ma di trovare prima un minimo di solidità.

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In questo momento dobbiamo lavorare su questo”. Dopo le nazionali le gare sono sempre particolari. “Ho sempre un certo timore dopo le nazionali, visto che arrivano giocatori che si sono allenati tutti in modi diversi. Staccare la spina ed entrare in un contesto diverso e poi riattaccarla, non è così scontato come può apparire dall’esterno. C’è sempre un indice di rischio in queste partite soprattutto dal punto di vista mentale. In questo senso meglio giocare contro l’Inter che contro una squadra meno blasonata. Noi abbiamo dei margini di crescita enormi e dobbiamo capire quanto tempo ci servirà per crescere sia a livello individuale che collettivo. Non possiamo ancora sapere dove possiamo arrivare”.

Le condizioni del terreno di gioco dello Stadio Olimpico. “Si sono lamentati in tanti, ma hanno risposto solo a me.

Probabilmente sono particolarmente gentili nel rispondermi. Ne ha parlato Mourinho ma non ho sentito risposte e anche la federazione ha valutato un altro terreno di gioco che non fosse quello dell’Olimpico. E’ un terreno di gioco scadente, ci è stato assicurato che ci saranno dei miglioramenti e aspettiamo”.

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Torna all’Olimpico Simone Inzaghi. “A questa storia degli scontri diretti fra allenatori ci credo poco. Dipende sempre dalla squadra che stai allenando. Probabilmente ho perso diversi scontri diretti quando ero all’Empoli, mentre a Napoli ne ho persi pochi. Inzaghi ha fatto bene alla Lazio, in questo momento è su una panchina importante, forse la grande favorita per il campionato. Nonostante abbiano ceduto un paio di giocatori, hanno fatto acquisti funzionali e secondo me hanno perso pochissimo potenziale rispetto all’anno scorso. Non conosco l’Inzaghi uomo, ma l’allenatore sta facendo bene da diversi anni”

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