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Locatelli si esprime sulla morte di Michele Merlo: "Le leucemie possono avere diverse entità e prognosi"

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità: "È un evento doloroso che colpisce e ferisce le coscienze”

Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico
Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico

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7 Giugno 2021 - 10.56


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La scomparsa a soli 28 anni di Michele Merlo per una leucemia fulminante ha scosso un po’ tutti.

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Il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, coordinatore del Cts e responsabile del Dipartimento oncoematologia, terapia cellulare, terapie geniche e trapianto emopoietico dell’Irccs ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma spiega quali sono le cause che possono aver portato a una morte simile.

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“Bisognerebbe conoscere maggiormente la storia di questo ragazzo. Il fatto che sia morto di leucemia offre relativamente pochi spunti per poter meglio inquadrare quella che è stata la dinamica degli eventi. Ovviamente è un dolore enorme, come ogni volta in cui viene meno la vita di una persona, ancora di più il dolore è acuito dalla giovane età del ragazzo. È chiaramente un evento doloroso che colpisce e ferisce le coscienze”.

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Franco Locatelli ribadisce che “sono comunque troppo pochi gli elementi conoscitivi per poter esprimere un qualsiasi parere. Parlare di leucemia vuol dire parlare di una serie di differenti entità che possono avere prognosi diverse e, soprattutto, possono essere connotate da un rischio di morte in acuto significativamente diverso”.

“Ad esempio, se parliamo di leucemia acuta promielocitica, si tratta di una forma che spesso all’inizio è caratterizzata da fenomeni emorragici e trombotici. Però in questo caso specifico, senza sapere di quale leucemia parliamo, più di così non posso esprimermi” conclude Locatelli.

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