L'accusa di Ricciardi: "Pochi hanno scaricato la App Immuni ed è colpa del complottismo"

Il professore di Igiene all'Università Cattolica e consulente del Ministero della Salute: "Servirà quando riaumenterà il numero di casi, per fare il tracciamento, come succederà in autunno"

Walter Ricciardi

Walter Ricciardi

globalist 8 luglio 2020

Un paese nel quale le fake news sul Covid-19 hanno trovato più boccaloni che in tanti altri paesi.
 In aggiunta una destra nemica della scienza e la peggiore alleata della ragionevolezza.
La app Immuni "serve assolutamente soprattutto quando riaumenterà il numero di casi, per fare il tracciamento, come probabilmente succederà in autunno: sarà necessaria. 
Ad oggi sono tra i 4 e i 5 milioni" le persone che la hanno scaricata: "Una quantità insufficiente, ma contiamo che con una campagna adeguata, facendo capire che non si lede nessuna privacy, gli italiani lo capiranno".

Lo ha detto a Sky Tg24 Walter Ricciardi, professore di Igiene all'Università Cattolica e consulente del Ministero della Salute.
"Da parte delle opinioni pubbliche europee - ha spiegato - c'è una forte resistenza, anche sulla base di teorie complottiste che purtroppo hanno facili seguiti. Dobbiamo continuare a far capire che il tracciamento tecnologico è indispensabile soprattutto quando i numeri sono più alti e che questo è un virus che rimarrà circolante per mesi se non per anni e molti non hanno capito che bisogna cambiare approccio: la vita normale, precedente, la recupereremo soltanto con un vaccino", ha concluso Ricciardi.


Ci sono ancora rischi mortali
"Da un punto di vista virologico il virus non è mutato: la sua capacità di generare una malattia è immutata. Ma è anche vero che in Italia il suo impatto clinico è enormemente diminuito, perché lo conosciamo meglio e lo intercettiamo prima. La cosa sbagliata, a parte chi utilizza termini come è morto o è indebolito, è dire che la situazione è risolta: non è così. Quando attenuiamo le misure di prevenzione e l'attenzione, che devono rimanere, noi esponiamo le persone e soprattutto gli anziani ad un rischio mortale".