Il Consiglio dei ministri ha avviato la procedura per nominare Trifone «Nuccio» Altieri alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), l’organismo chiamato a vigilare sulla trasparenza degli appalti pubblici e sull’attività delle amministrazioni. La decisione, assunta il 5 novembre, ha provocato immediate reazioni da parte delle opposizioni, che contestano al governo di affidare un’autorità di garanzia a un esponente politico del partito di maggioranza.
Altieri, pugliese, è stato deputato dal 2014 al 2018. Eletto inizialmente con Forza Italia, è stato vicino a Raffaele Fitto, che ha seguito nell’esperienza di Direzione Italia, prima di passare alla Lega di Matteo Salvini. Nel partito ha ricoperto anche l’incarico di responsabile del dipartimento Difesa. Nel 2018 si è candidato alla Camera nel collegio di Monopoli senza essere eletto e nel 2020 è stato indicato dalla Lega per le elezioni regionali pugliesi.
Nel dicembre 2018, durante il primo governo Conte, era stato nominato presidente di Invimit Sgr, la società del ministero dell’Economia che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Con il governo Meloni è entrato nel consiglio di amministrazione di Leonardo, la società a controllo pubblico attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. La nomina risale alla primavera del 2026.
Il suo nome è stato proposto dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. Il via libera del Consiglio dei ministri non conclude però l’iter: la proposta dovrà passare al vaglio delle commissioni parlamentari competenti, con il parere previsto dalla procedura, prima della deliberazione definitiva del governo e del decreto di nomina del presidente della Repubblica. Fino alla formalizzazione del nuovo incarico resta in carica l’attuale presidente, Giuseppe Busia.
La scelta assume particolare rilievo anche per i rapporti tra l’Anac e il governo. Sotto la presidenza di Busia, l’Autorità aveva più volte contestato provvedimenti dell’esecutivo in materia di contratti pubblici e infrastrutture. Tra i dossier più delicati c’è quello del Ponte sullo Stretto. Busia aveva segnalato i rischi di infiltrazioni mafiose e di corruzione legati a un’opera di tale portata, criticando le modifiche normative che, a suo giudizio, avevano indebolito i controlli e le garanzie di trasparenza. L’Anac aveva inoltre sollecitato una nuova gara pubblica, anche per evitare contenziosi e garantire il rispetto delle norme europee.
Nell’aprile 2026 l’Autorità aveva inoltre segnalato le criticità legate alle proroghe delle concessioni autostradali e al mancato rispetto degli obblighi di affidamento mediante procedure trasparenti di una parte dei lavori, dei servizi e delle forniture. Un altro terreno di confronto con l’esecutivo era stato quello della riforma degli appalti, dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio e dei rischi derivanti dall’ampliamento degli affidamenti diretti.
Le contestazioni delle opposizioni riguardano anche i requisiti di indipendenza del nuovo presidente. La normativa sull’Anac stabilisce che il presidente e i componenti dell’Autorità non possono essere scelti tra persone che ricoprono incarichi pubblici elettivi o cariche nei partiti politici, né tra coloro che li abbiano ricoperti nei tre anni precedenti la nomina. È una disposizione che richiama l’attenzione sul percorso politico di Altieri e sul suo ruolo nella Lega. Autorità Nazionale Anticorruzione
«Hanno ucciso l’Anac», ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, accusando il governo di indebolire progressivamente gli organismi di controllo e di sostituirne i vertici con esponenti vicini ai partiti di maggioranza. Bonelli ha richiamato anche l’attacco alla Corte dei conti, l’abolizione dell’abuso d’ufficio e l’allentamento dei controlli sugli appalti.
Per Enza Rando, responsabile Legalità del Partito democratico, quella di Altieri è una scelta «irresponsabile e gravissima». Affidare un organismo chiamato a garantire la legalità e a contrastare la corruzione a un dirigente di partito, ha dichiarato, significa colpire direttamente l’autonomia, l’indipendenza e la credibilità dell’Autorità. L’Anac, ha aggiunto, deve rimanere un organismo di garanzia al servizio delle istituzioni e dei cittadini, non diventare un terreno di occupazione politica.
Dura anche la reazione del leader di Azione Carlo Calenda, che ha commentato la decisione sui social con poche parole: «Oltre la lottizzazione. Ma molto oltre. Che vergogna».
La nomina di Altieri si inserisce in una giornata caratterizzata da un’altra scelta contestata dalle opposizioni: quella di Giulio Centemero, deputato della Lega ed ex tesoriere del partito, indicato dal governo come componente della Consob, l’organismo che vigila sui mercati finanziari. Bonelli ha contestato anche questa designazione, ricordando che i commissari Consob devono possedere requisiti di indiscussa moralità e indipendenza. Per le opposizioni, le due decisioni rappresentano un intervento politico sui vertici di istituzioni chiamate a esercitare funzioni di controllo sul potere pubblico e sui mercati.