Donald Trump ha firmato giovedì un decreto con il quale intende impedire alle future amministrazioni di modificare il suo progetto di ristrutturazione dello Studio Ovale e della Cabinet Room, dichiarando questi ambienti monumenti nazionali da preservare.
Nei giorni successivi alla pesante sconfitta del suo partito alle elezioni di metà mandato, il presidente sembra aver concentrato la propria attenzione sui numerosi progetti di ristrutturazione avviati nella capitale. Seduto dietro la Resolute Desk, la scrivania presidenziale, Trump ha annunciato che lo Studio Ovale sarà dichiarato «monumento nazionale».
«Sto per firmare un documento che li renderà luoghi storici per le generazioni future», ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale, dove dominano le decorazioni dorate.
Secondo Trump, il provvedimento servirà a impedire che gli ambienti dell’ala ovest della Casa Bianca vengano «toccati da qualcuno, distrutti o demoliti da persone stupide per costruire qualcosa con una forma leggermente diversa».
«Ho semplicemente pensato che fosse molto importante impedire a chiunque di venire qui, demolire tutto e cercare di fare qualcos’altro», ha spiegato.
«Ogni tanto qualcuno potrebbe pensare: magari mettiamo dei vetri un po’ migliori, o facciamo qualche altra modifica. E io dico di no, non toccherete nulla. Lasceremo tutto com’è», ha aggiunto.
«Se qualcuno dovesse mai decidere di abbattere dei muri, chiamatemi, ovunque io sia. Tornerò qui e mi assicurerò che non accada».
Dal suo ritorno alla Casa Bianca, Trump ha avviato una serie di interventi che definisce di abbellimento della residenza presidenziale. Il più importante è la demolizione dell’ala est per fare spazio a una sala da ballo da 600 milioni di dollari. A questo si aggiunge la costruzione di una piazzola permanente in granito per gli elicotteri sul prato sud.
Parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, il presidente ha difeso anche gli altri lavori di ristrutturazione, sostenendo che l’esterno della Casa Bianca versasse da anni in condizioni di degrado. Ha indicato finestre crepate, parti in pietra danneggiate ed elementi decorativi deteriorati, affermando di aver pagato personalmente le riparazioni e assunto maestranze specializzate per il restauro.
«Quando guardavi quel muro un anno fa, era gravemente danneggiato da anni di utilizzo», ha detto, aggiungendo che anche le colonne esterne erano in «condizioni terribili».
Sulla scrivania, accanto al punto in cui ha firmato il decreto, era appoggiato un cappellino da baseball rosso con la scritta «Veto», un riferimento esplicito alla minaccia di porre il veto sui provvedimenti legislativi e sulle priorità del nuovo Congresso a maggioranza democratica, che entrerà in carica il prossimo anno.
I democratici hanno ottenuto importanti successi in diversi Stati tradizionalmente repubblicani, nei quali Trump aveva vinto in precedenza, tra cui Texas, Kansas, Carolina del Sud e Iowa. La campagna elettorale si è concentrata soprattutto sul costo della vita e sulla lotta alla corruzione. Il partito ha inoltre conquistato il controllo del Congresso.
Il nuovo e sfarzoso allestimento dello Studio Ovale voluto da Trump ha suscitato numerose critiche, anche da parte dell’ex presidente Barack Obama. Nei giorni scorsi, Obama aveva ironizzato dicendo che Trump «ha trasformato la Casa Bianca in una Cheesecake Factory aperta da Saddam Hussein. Tutto ricoperto d’oro».
La battuta ha provocato una risposta coordinata della Casa Bianca. Il segretario al Tesoro Scott Bessent, in particolare, ha replicato andando a cenare proprio in un ristorante della catena Cheesecake Factory.
Alla vigilia delle elezioni di metà mandato, Trump aveva convocato una conferenza stampa per mostrare i risultati, ancora incompleti, dei lavori di ristrutturazione della vasca riflettente del Lincoln Memorial, costati 14 milioni di dollari. Nell’occasione aveva attribuito al suo predecessore Joe Biden la responsabilità delle alghe accumulate nell’acqua.
«Questo risale all’era Biden. Guardate, non è un lavoro facile. Le alghe sono terribili, si formano facilmente. Per anni non si è visto altro che sporco, immondizia, carta e ogni genere di rifiuti», aveva dichiarato lunedì.
Due giorni dopo, mentre diventava sempre più evidente la portata della sconfitta elettorale repubblicana, Trump aveva accompagnato i giornalisti in un sopralluogo al cantiere della nuova sala da ballo della Casa Bianca, mostrando con entusiasmo i lavori in programma.
«È tutto un miracolo», aveva commentato.