Crosetto attacca ancora la magistratura: "La rappresentanza appartiene al Parlamento, ora serve un tavolo di pace"
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Crosetto attacca ancora la magistratura: "La rappresentanza appartiene al Parlamento, ora serve un tavolo di pace"

Guido Crosetto contro la magistratura: «Sarebbe ora di costruire un tavolo di pace nel quale si definiscono le regole per la convivenza nei prossimi anni». 

Crosetto attacca ancora la magistratura: "La rappresentanza appartiene al Parlamento, ora serve un tavolo di pace"
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto
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19 Dicembre 2023 - 09.35


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Guido Crosetto, ministro della Difesa, nel corso dell’informativa urgente alla Camera è tornato ad accusare la magistratura, rinfocolando uno scontro con l’esecutivo che mostra la vera natura della destra.  «Sarebbe ora di costruire un tavolo di pace nel quale si definiscono le regole per la convivenza nei prossimi anni». 

 «Ho posto un tema reale, penso sia legittimo che noi ci chiediamo e definiamo le regole entro le quali si confrontano e interagiscono i poteri dello Stato. La rappresentanza non appartiene alla magistratura e neanche al potere esecutivo, appartiene a quest’Aula e a nessun’altro, appartiene al Parlamento». 

«La nostra Costituzione definisce le regole in modo chiaro: la volontà popolare e le Camere fanno le leggi, i cittadini e i governi rispettano le leggi, la magistratura vigila. Questo è uno schema molto semplice e quando leggo che esiste una legittima discussione all’interno della magistratura sul suo ruolo che deve avere, penso che sia giusto riportarlo all’interno di quest’Aula».

«La colpa non è della magistratura. Non ritengo che il colpevole di queste cose che non funzionano sia la magistratura. Il magistrato, se non ha personale, se non ha strumenti, non può rispondere. La colpa è complessiva. Parte dal governo. Parte da chi in questi anni si è concentrato piuttosto su uno scontro, senza andare a risolvere i problemi che riguardano le aziende e i cittadini normali».  

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«Io penso sia importante se noi vogliamo uscire dallo stallo in cui la politica italiana è da quasi 30 anni, uscire da questo scontro pregiudiziale tra politica e magistratura, definendo le regole entro le quali si muovono il potere esecutivo, legislativo e giudiziario. La volontà popolare risiede qui. La volontà popolare e le Camere fanno le leggi».   

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