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Crosetto cerca di calmare le acque: "Meloni non vuole fare un governo senza Forza Italia"

Guido Crosetto, co-fondatore di FdI, in un'intervista a QN, circoscrive lo scontro

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16 Ottobre 2022 - 15.24


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“Nessuno vuol fare un governo senza FI o che non sia di centrodestra. Abbiamo visto, per anni, governi tra Lega e M5s, M5s e Pd, Lega-Pd-M5s. Vuole che ora non ne nasca uno di centrodestra? Vorrebbe dire farsi molto male. Non succederà. E neppure che FI vada da sola alle consultazioni”. Guido Crosetto, co-fondatore di FdI, in un’intervista a QN, circoscrive lo scontro: “C’è stato un atto di rottura forte, simbolico, al Senato, ma alla Camera tutto il centrodestra ha votato, compattamente, per Fontana. Dopo la lite, ci sarà la ricomposizione. Meloni non è una che porta rancore. È una donna forte e pragmatica. Il Paese ha tanti problemi. Non si può aspettare”.

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“Nessuno vuol fare un governo senza FI o che non sia di centrodestra. Abbiamo visto, per anni, governi tra Lega e M5s, M5s e Pd, Lega-Pd-M5s. Vuole che ora non ne nasca uno di centrodestra? Vorrebbe dire farsi molto male. Non succederà. E neppure che FI vada da sola alle consultazioni”. Guido Crosetto, co-fondatore di FdI, in un’intervista a QN, circoscrive lo scontro: “C’è stato un atto di rottura forte, simbolico, al Senato, ma alla Camera tutto il centrodestra ha votato, compattamente, per Fontana. Dopo la lite, ci sarà la ricomposizione. Meloni non è una che porta rancore. È una donna forte e pragmatica. Il Paese ha tanti problemi. Non si può aspettare”.PUBBLICITÀ

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Crosetto spiega così le parole di Giorgia Meloni: “Lei non voleva dire ‘io non ricatto, tu sì’. Stava spiegando, e a tutti, che è una persona che non ha paura dei suoi interlocutori, né di minacce, ricatti. Se uno la minaccia, lei va avanti per la sua strada. Se una cosa non mi convince, non la faccio”. E il foglietto di Berlusconi non era a favore di telecamere, aggiunge: “Conosco Berlusconi da tanto tempo. Non fa queste cose: erano i suoi appunti, parlava con sé”. “Da parte di Berlusconi c’è stata una richiesta specifica, per la Ronzulli. Meloni – spiega Corsetto – ha ritenuto di scegliere un’altra figura. Potevano cambiare obiettivo e invece si sono infilati in un braccio di ferro, tra minacce, atti, gesti, voti, eccetera. Potevano chiedere compensazioni di altro tipo”. E aggiunge: “Berlusconi dovrebbe scegliere, per il governo, le persone con il metro con cui ha fatto fortuna
nelle sue aziende: selezionando i migliori tra tutti”.

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