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Nardella: "Enrico Letta federatore del Campo Largo come Prodi lo è stato per l'Ulivo"

Lo ha detto il sindaco Dario Nardella a margine di una iniziativa a Firenze parlando del progetto politico del cosiddetto `campo largo´ per il centrosinistra.

Nardella: "Enrico Letta federatore del Campo Largo come Prodi lo è stato per l'Ulivo"
Dario Nardella

globalist

21 Giugno 2022 - 17.47


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Unità delle forze democratiche e progressiste contro una destra estremista, omofoba e reazionaria. «Credo che dopo questa tornata dei ballottaggi il nostro segretario Letta avrà tutta la forza per potersi porre come federatore di questo `campo largo´, come è stato per Prodi con l’alleanza dell’Ulivo». 

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Lo ha detto il sindaco Dario Nardella a margine di una iniziativa a Firenze parlando del progetto politico del cosiddetto `campo largo´ per il centrosinistra. «Noi vinciamo elezioni politiche solo quando siamo uniti – ha aggiunto Nardella – è la storia che ce lo dice: ogni volta che ci siamo presentati divisi abbiamo perso, così come ogni volta che il centrodestra si è presentato diviso ha perso, non possiamo non partire da questo dato. Io credo che Letta sia l’unico esponente politico capace di proporsi come vero federatore oggi nel centrosinistra, ed è l’unico che può permettere al Pd di non rimanere prigioniero di veti incrociati. I veti incrociati degli alleati secondo me non sono accettabili, non portano da nessuna parte. Noi metteremo sul tavolo delle proposte molto concrete sul lavoro, sui temi ambientali, sui diritti sociali, sui temi anche delle libertà personali, ed è su un programma di idee molto precise che sfideremo tutti gli alleati, senza consentire a ciascuno di mettere veti su altri e di tirare il Pd per la giacchetta». 

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Per Nardella «a questo gioco il Pd non può stare, e Letta può essere per il `campo largo´ il federatore così come lo è stato Prodi per il centrosinistra. In passato siamo riusciti a mettere insieme anime e politiche culturali molto diverse tra loro come quella socialista, quella socialdemocratica, quella liberale e sociale, quella cattolico-democratica: non vedo perché non possiamo mettere insieme su parole d’ordine come l’Europa, il lavoro, l’attenzione agli ultimi, ai deboli, alle povertà, su parole d’ordine come queste non posso credere che non si possa trovare un accordo. Ma ognuno deve mettere da parte la propria bandierina per un interesse più alto e comune, altrimenti vincono le destre».

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