La 'gratuità' del Vangelo è l'opposto della mentalità liberista dove tutto si compra con il denaro o con il potere
Top

La 'gratuità' del Vangelo è l'opposto della mentalità liberista dove tutto si compra con il denaro o con il potere

L’effetto più nefasto di questa mentalità è il pensare che non solo il dono ha perso potere, ma anche che esso non esiste

La 'gratuità' del Vangelo è l'opposto della mentalità liberista dove tutto si compra con il denaro o con il potere
Preroll

Rocco D'Ambrosio Modifica articolo

13 Giugno 2026 - 19.21


ATF

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»
– (Mt 9,36 – 10, 8 – XI TO/A).

Non solo Gesù ma anche noi vediamo “le folle”, spesso più in TV o sui media più che dal vivo: ciò non importa tanto; importa, invece, pensare a ciò che proviamo guardando le folle. Gesù “sentì compassione”. E questo sentimento fu determinato dal fatto che “erano stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore”. E, secondo Gesù, queste folle, poi chiamate “messi abbondanti “,hanno bisogno di operai, che possano, come i Dodici, annunciare che “il regno dei cieli è vicino” e “guarire gli infermi, risuscitare i morti, purificare i lebbrosi, scacciare i demòni”. 

Leggi anche:  Il desiderio di avere il Cristo, molte volte, non cerca fronzoli, né giochi emotivi o spettacolari

Mi colpisce sempre l’indicazione etica, si direbbe anche “di stile”, che, secondo Gesù, deve accompagnare questa missione: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Il richiamo alla gratuità è uno dei comandi più antimoderni che ci possa essere. Questo mondo si fonda, tranne rarissimi casi, sulla massima: “nessun pasto è gratis” (cosi come l’ha sintetizzata Milton Friedman). In altri termini non c’è posto per la gratuità perché tutto ha un prezzo, tutto si può comprare e si può vendere: il profitto regola tutto e non c’è posto per l’etica, ancor più se questa vuole mettere in crisi la ricerca del profitto, specie quello a ogni costo.

La mentalità liberista (o utilitaristica o capitalistica) non prevede nessun dono, quelli che sembrano essere tali sono falsi perché in funzione di un guadagno e/o un ritorno (si pensi ai doni delle promozioni commerciali). Orbene l’effetto più nefasto di questa mentalità è il pensare che non solo il dono ha perso potere, ma anche che esso non esiste, che tutto è stato comprato o tutto è acquistabile con il denaro o con il potere. Adorno la chiama la “decadenza del dono”, fino a considerarlo poco intelligente e relegato nelle belle favole.

Leggi anche:  Il desiderio di avere il Cristo, molte volte, non cerca fronzoli, né giochi emotivi o spettacolari

Nel presentare il suo invito al dono disinteressato Gesù afferma: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10, 8). Nella logica evangelica la coscienza di aver ricevuto, cioè di essere stato destinatario di tanti doni (la vita, i talenti personali, il creato, gli altri, la salvezza e così via) fonda l’atteggiamento personale di dono gratuito. In altri termini il mio donare è potente perché fondato sulla coscienza di essere dono, di non aver comprato o meritato niente perché ho ricevuto tutto. Ma anche questo atteggiamento è difficile e raro, oggigiorno. Del resto come sentirti “dono” se credi fermamente di esserti “fatto da solo” (una delle bestemmie più gravi). Io, tu, tutti noi siamo stati creati da Dio, gratuitamente, senza nessun merito e questa grazia, continua e gratuita, accompagna tutti i giorni della nostra vita, in mille modi e in mille momenti. Per questo dobbiamo inserire continuamente nel nostro modo di pensare e di parlare, il più sincero e onesto: Grazie a Dio!

Leggi anche:  Il desiderio di avere il Cristo, molte volte, non cerca fronzoli, né giochi emotivi o spettacolari

In materia fa bene alla salute della mente e del cuore meditare una pagina di Emmanuel Mounier: “La forza viva dello slancio personale non è rivendicazione (individualismo piccolo-borghese), né lotta all’ultimo sangue (esistenzialismo), ma generosità o gratuità, cioè al limite, donazione totale senza speranza di ricambio. L’economia della persona è un’economia d’offerta, non di compensazione o di calcolo, la generosità dissolve l’opacità e annulla la solitudine del soggetto, anche quando non trova risposta; di fronte alla moltitudine serrata degli istinti, degli interessi, delle argomentazioni, essa è, nell’esattezza del termine, travolgente”.

Native

Articoli correlati