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Il giornalista Mieli sicuro: "Firmo i referendum sulla magistratura proposti dai Radicali e dalla Lega"

Paolo Mieli mostra fiducia nella ministra Cartabia: "Del loro contenuto non mi importa nulla; anzi, arrivo a dire che non mi convince del tutto. Mi fido però”

Paolo Mieli

globalist

5 Luglio 2021


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Una fiducia illimitata in ambito giustizia verso la ministra Cartabia e la sua riforma.

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“Ma certo che firmo i referendum sulla magistratura proposti dai Radicali e dalla Lega. E ti dico di più, del loro contenuto non mi importa nulla; anzi, arrivo a dire che non mi convince del tutto. Mi fido però”.

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A dirlo è Paolo Mieli, giornalista e scrittore, due volte direttore del Corriere della Sera, che ripone la sua fiducia nei Radicali e nella ministra, “Ancora di più mi fido dei referendum, perché senza la loro spinta, temo che il lavoro della Guardasigilli finisca nelle secche”. 

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Alla domanda sul timore che la politica non voglia toccare i giudici per timore di finire processata, Mieli replica che “più che la paura può la pigrizia. Finché non gli capita in prima persona, il politico non si cura del problema; anzi, casomai gode quando viene indagato un avversario. Poi, quando alla sbarra ci capita lui, si avvolge la bandiera e denuncia la magistratura politicizzata, ma a quel punto è grottesco”. 

Sui giudici, Mieli afferma che “sono ammaccati, non più indomiti, ma il loro potere reale non è stato minimamente intaccato”. Tra referendum e riforma Cartabia, “ci vuole un progetto olistico, che non persegua solo fini punitivi o di ridimensionamento. Quando sento discorsi vacui o fatti tanto per fare, come per esempio la sola separazione delle carriere, mi dico: ecco, le toghe la spunteranno anche stavolta. Vedrai”. 

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