Ieri è scoppiata la polemica dopo la lettera che il Direttore Generale dell’Ufficio scolastico delle Marche Marco Ugo Filisetti ha inviato agli studenti marchigiani in occasione del 4 novembre, la giornata delle Forze Armate.
“La ministra dell`Istruzione Azzolina non può rimanere in silenzio di fronte al caso gravissimo del direttore generale dell`Ufficio scolastico delle Marche, che ha inviato una lettera agli studenti utilizzando un discorso di Mussolini addirittura con l`esaltazione della chiamata alle armi. E`urgente e doveroso che il ministero intervenga”. Lo scrive su Facebook la deputata di Italia Viva Giusy Occhionero.
“Peraltro invece di fare marcia indietro – prosegue Occhionero – e chiedere scusa, il dirigente ha confermato e addirittura difeso quella lettera inqualificabile e diseducativa. La Grande Guerra è stata un`enorme tragedia, che ha visto il massacro di milioni di giovani, ricordarla con entusiasmo ai limiti del fanatismo in una comunicazione agli studenti è davvero inquietante”.
Insomma, come scrive più d’uno su Twitter, questo è quello che succede quando si riduce l’antifascismo a un’occupazione da radical chic, credendo a quelli che pensano (o vogliono far pensare) che il fascismo, in Italia, non esista più.