Lombardia come a marzo, Fontana: "O riduciamo la gente che va a lavoro o quella che va a scuola"
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Lombardia come a marzo, Fontana: "O riduciamo la gente che va a lavoro o quella che va a scuola"

Il governatore della Lombardia: "Vediamo cosa succede nelle prossime ore. Io credo non si debba ipotecare il futuro"

Attilio Fontana
Attilio Fontana
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23 Ottobre 2020 - 15.33


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“Se con i provvedimenti che stiamo assumendo e che abbiamo assunto in questi giorni il contagio dovesse rallentare, non necessariamente fermarsi, ma rallentare, si potrebbe probabilmente evitare. Se l’impennata dovesse continuare può darsi che si preda un provvedimento diverso” ha risposto il governatore della Lombardia a Sky Tg24 che gli ha chiesto se un lockdown sia evitabile.

Ma allora quali misure prendere. Per Fontana delle due l’una: “O riduciamo la gente che va al lavoro o riduciamo la gente che va a scuola”.

Fontana spiega che “quello che abbiamo fatto va nella direzione di evitare i contagi. Chiaro che bisogna controllare, monitorare giorno dopo giorno e decidere se sia il caso di andare avanti con questi provvedimenti o se debbano essere assunti provvedimenti più gravi”. Per il momento l’impegno della Regione è quello di cercare di fare in modo che si arrivi gradualmente, ma soprattutto che si evitino quei provvedimenti che rischiano di essere troppo gravi per i nostri cittadini. Gravi per l’Economia ma anche gravi per la vita ordinaria”.

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E di conseguenza per assumere provvedimento tipo lockdown ci sono “valutazioni di carattere squisitamente tecnico. Noi siamo in contatto costante con il nostro comitato tecnico, con il comitato ristretto che valuta i numeri e giorno dopo giorno cerchiamo di mettere in pratica quelli che sono i provvedimenti, che loro ci consigliano e che sono i più opportuni, ma siamo in contatto anche con il governo quotidianamente proprio perchè e giusto che i reciproci dati possano essere utilizzati da entrambi e ci si possa confrontare”.

Insomma se si parla di lockdown “piu che numeri” bisogna vedere “la situazione delle occupazioni delle terapie intensive, la situazione delle occupazioni degli ospedali. Dobbiamo evitare che la nostra sanità sia ingolfata in una maniera tale da non poter essere efficiente. Noi abbiamo una serie di scenari. Adesso siamo entrati nel terzo scenario dove sono scattati alcuni provvedimenti. Se le cose dovessero continuare a peggiorare ci saranno altri scenari. Vediamo cosa succede nelle prossime ore. Io credo non si debba ipotecare il futuro”.

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