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Perché l'8 marzo si regalano le mimose? Era il fiore per le partigiane

La tradizione risale ai tempi del dopoguerra. La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette

Le mimose per l'8 marzo
Le mimose per l'8 marzo

globalist Modifica articolo

8 Marzo 2020 - 11.16


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Per celebrare la giornata della donna abbiamo l’abitudine di regalare le mimose, un bel gesto che si usa solo in Italia. In altri paesi si regalano fiori, ma solo da noi si è codificata questa usanza per l’8 marzo.
Dobbiamo ricordare che fino agli anni ’70 questa festa aveva una connotazione di sinistra e che durante il fascismo non veniva celebrata. Si ricominciò a festeggiarla dopo la fine della guerra, nel 1946. Le cronache raccontano che l’allora vice-segretario del Partito Comunista, Luigi Longo, volesse optare per la violetta, un fiore simbolo della sinistra europea, ma alcune dirigenti del partito fecero notare che si trattava si un fiore di difficile reperibilità e generalmente costoso.
Quindi Teresa Mattei, ex partigiana sempre attiva per i diritti delle donne, Rita Montagna e Teresa Noce proposero un fiore molto più facile da trovare in questi primi giorni di marzo: la mimosa.
Come ricordò Mattei alcuni anni dopo: ‘La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente’.

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