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Ucraina, Macron: "Dopo Bucha sono favorevole a nuove sanzioni contro la Russia"

Il presidente francese Emmanuel Macron vuole una reazione forte dell'Europa di fronte al massacro di Bucha: "Ci sono indicazioni molto chiare su crimini di guerra"

Ucraina, Macron: "Dopo Bucha sono favorevole a nuove sanzioni contro la Russia"
Emmanuel Macron

globalist

4 Aprile 2022 - 10.26


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Il presidente francese Emmanuel Macron si dice “favorevole” a nuove sanzioni dell’Unione europea contro la Russia, dopo che centinaia di corpi civili martoriati sono stati trovati a Bucha, alle porte di Kiev. “Ci sono indicazioni molto chiare di crimini di guerra” a Bucha, ed è “più o meno stabilito che è stato l’esercito russo” e quello che è successo a Bucha richiede “misure molto chiare”.

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Quindi ci coordineremo con i nostri partner europei, “in particolare con la Germania” nei “prossimi giorni”, ha aggiunto, riferendosi a singole sanzioni e misure su “carbone e petrolio”. Con “ciò che sta accadendo”, in particolare a Mariupol, ha detto Macron “dobbiamo inviare un segnale che è la nostra dignità collettiva e i nostri valori che stiamo difendendo”.

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E i corpi martoriati di civili inermi nelle strade di Bucha, intorno alla capitale Ucraina, le cui immagini fanno inorridire il mondo per quello che Kiev definisce `un genocidio´ con Zelensky definisce “assassini”, “torturatori” e “stupratori” le forze russe. Il leader ucraino ha detto che “centinaia di persone sono state uccise” e che i “civili sono stati torturati e giustiziati”. Mosca nega, affermando che si tratta di una provocazione degli ucraini per bloccare i negoziati, non solo accusa: i video dei civili morti ripresi nella città ucraina di Bucha sono stati “ordinati” dagli Stati Uniti nell’ambito di un complotto per incolpare la Russia. Draghi afferma che “la Russia dovrà render conto di quanto accaduto”. L’Onu parla di possibili crimini di guerra. Papa Francesco conferma la sua disponibilità ad andare a Kiev se questo potrà servire. Mosca starebbe mobilitando altri 60mila soldati, secondo l’esercito ucraino.

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Nella notte la città portuale di Odessa nell’Ucraina del sud è stata colpita da un missile. Attacco riferito anche dalla Bbc che riporta di esplosioni nella tarda serata di ieri nel porto meridionale di Odessa, in Ucraina. Anche la città di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina sul mar nero poco lontano da Odessa, è stata colpita nella prima mattina da alcuni missili lanciati dall’esercito russo. Ieri un altro attacco missilistico russo ha provocato un morto e 14 feriti.

Il bilancio delle vittime dall’inizio dell’invasione russa viene aggiornato dall’Onu secondo cui dalle ore 4 del 24 febbraio 2022, quando cioè è iniziato l’attacco armato della Federazione Russa contro l’Ucraina, alla mezzanotte del 2 aprile 2022 (ora locale), l’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha registrato 1.417 morti e 2.038 feriti. Tra i morti si contano 293 uomini, 201 donne, 22 ragazze e 40 ragazzi, oltre a 59 bambini e 802 adulti il ;;cui sesso è ancora sconosciuto. Tra i feriti si contano anche 92 bambini. Ma il bilancio secondo quanto riferisce sul sul suo canale Telegram il difensore civico per i diritti umani Lyudmila Denisova è aumentato a 161 il numero dei bambini uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, mentre 264 sono rimasti feriti.

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Oggi e domani a Lussemburgo l’impatto economico della guerra sarà al centro dei lavori dei ministri delle Finanze di Eurogruppo ed Ecofin. Sul fronte diplomatico l’incontro oggi del responsabile della diplomazia russa Serghej Lavrov con una delegazione della Lega Araba. Nelle scorse ore il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, ha messo in guardia Mosca avvertendola che «un attacco ad un alleato scatenerebbe una risposta della Nato».

L’Ungheria ha confermato per il quarto mandato consecutivo il premier Viktor Orban, che ha incluso Zelensky tra i suoi avversari. A Belgrado il presidente Aleksandar Vucic, che ha conquistato un secondo mandato vincendo al primo turno le presidenziali, ha assicurato che la Serbia manterrà buoni rapporti in molti settori con la Federazione russa, ma che proseguirà nella sua politica di neutralità militare. Il direttore generale dell’agenzia spaziale russa Rogozin ha affermato che non collaborerà con i paesi che stanno fornendo armi e supporto politico all’Ucraina

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