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I talebani hanno vietato lo sport alle donne afghane: "Espone i loro corpi e non è necessario"

Nuove proteste a Kabul, ancora in piazza le donne. Reporter fermati e picchiati

Donna afghana con il burqa
Donna afghana con il burqa

admin

8 Settembre 2021 - 15.23


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In un’intervista all’emittente australiana Sbs news il vicecapo della Commissione cultura dei talebani, Ahmadullah Wasiq, ha affermato che le donne afghane non potranno più giocare a cricket né a nessun altro sport che “esponga i loro corpi” o le mostrino ai media. 
“Non credo che alle donne sarà consentito di giocare a cricket perché non è necessario che le donne giochino a cricket”, ha dichiarato Wasiq, spiegando che nel gioco “potrebbero dover affrontare situazioni in cui il loro viso o il loro corpo non siano coperti. L’Islam non permette che le donne siano viste così”.
Inoltre, “questa è l’era dei media, e ci saranno foto e video, e la gente li guarderà. L’Islam e l’Emirato islamico non consente alle donne di giocare a cricket o qualunque altro tipo di sport che le esponga”.
La mossa dei talebani mette a rischio l’atteso match di cricket previsto in Australia a novembre tra le due nazionali maschili, perché per poter giocare l’International Cricket Council richiede a tutti i suoi 12 membri di avere anche una squadra nazionale femminile.
Nuove proteste a Kabul per il terzo giorno consecutivo: gruppi di donne sono scese nuovamente in strada, dopo che ieri i talebani hanno definito illegali le marce e hanno sparato in aria per disperderle. Nel mirino degli studenti coranici anche giornalisti e cameraman che seguono le manifestazioni: il direttore del quotidiano Etilaatroz, Zaki Daryabi, ha denunciato che 5 dei suoi reporter sono stati fermati e due sono stati picchiati, con decine di frustate sulla testa e la faccia. I giornalisti sono stati poi rilasciati. Esperienza analoga per il producer della giornalista di Euronews, Anelise Borges, fermato mentre i due stavano tentando – senza successo – di coprire le nuove proteste delle donne nella capitale: “Il mio producer è stato rilasciato dopo essere stato trattenuto per oltre tre ore. E’ stato picchiato e gli hanno confiscato telefono e portafoglio. E’ scosso ma ha detto che vuole tornare subito al lavoro”, ha riferito la giornalista su Twitter, pubblicando anche una foto del collega.

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Il portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha fatto sapere che “coloro che vogliono tenere proteste pacifiche, possono farlo dopo aver ottenuto il permesso dalle autorità”.

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