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Gaza resta al buio: Israele intensifica i raid ed è blackout

La prolungata chiusura del valico commerciale di Kerem Shalom con Israele ha causato la completa interruzione delle forniture di combustibile.

Gaza al buio
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globalist

17 Maggio 2021 - 12.03


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La centrale che fornisce energia elettrica a Gaza ha annunciato che le sue scorte di combustibile sono quasi finite e che stasera potrebbe essere obbligata a sospendere le attività. In un comunicato precisa di aver già dimezzato nei giorni scorsi la produzione di corrente elettrica. Ma la prolungata chiusura del valico commerciale di Kerem Shalom con Israele ha causato la completa interruzione delle forniture di combustibile. Gli abitanti di Gaza ricevono in questi giorni solo 4 ore di corrente al giorno. Fonti locali aggiungono che se la centrale fosse chiusa la parte Nord di Gaza rischierebbe un completo black out. 

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Dallo scoppio delle ostilità tra Israele e Hamas, l’organizzazione islamista che controlla la Striscia, i raid israeliani hanno causato circa 220 morti tra i palestinesi nella Striscia di Gaza, così come riporta il ministero della Salute locale. Dopo gli intensi bombardamenti di ieri, in cui 42 persone sono state uccise, i raid sono proseguiti per tutta la notte a Gaza city e in vari sobborghi tra cui Khan Younis e Sheikh Ijlin. Nelle prime ore della giornata di oggi è stata sferrata un’altra serie di raid: le bombe israeliane hanno martellato Gaza city da nord a sud per dieci minuti consecutivi.

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L’esercito israeliano ha confermato l’uccisione di Hussam Abu Harbid Comandante della Divisione del Nord della Jihad islamica. L’operazione è avvenuta di concerto con lo Shin Bet, il Servizio di sicurezza interno.
“Abu Harbid – ha spiegato il portavoce militare – è stato comandante della Jihad per oltre 15 anni e responsabile di numerosi attacchi terroristici con missili anti-tank contro civili israeliani, compreso quello del primo giorno dell’operazione in cui è stato ucciso un civile”. “In più – ha aggiunto – ha diretto in maniera consistente il lancio di razzi contro Israele così come attacchi a soldati israeliani”.

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L’escalation negli attacchi segue quanto annunciato ieri in un discorso televisivo dal primo ministro Benjamin Netanyahu, il quale ha garantito che i bombardamenti proseguiranno “a pieno regime” contro la Striscia, e dureranno ancora “del tempo” perché l’obiettivo di Tel Aviv è “far pagare un caro prezzo” ai leader di Hamas.

Dal canto suo, il movimento Hamas e i gruppi armati alleati hanno intensificato il lancio di razzi verso il territorio israeliano. Da lunedì scorso – riportano media locali – è stata esplosa la quantità di razzi impiegata nel corso di tutta la guerra del 2014. Il sistema di difesa israeliano Iron dome continua a intercettarne oltre il 90%, come fanno sapere le Israel defense forces sul proprio profilo Twitter, nondimeno le sirene di allarme continuano a suonare nel sud di Israele e a Tel Aviv. Ad oggi, il bilancio dei morti israeliani ha raggiunto quota dieci.

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L’esercito riferisce anche di aver colpito oltre “800 obiettivi dei terroristi” nella Striscia, ma osservatori internazionali tra cui l’UNRWA denunciano il bombardamento di obiettivi civili come edifici residenziali, moschee, campi profughi e scuole. In uno degli attacchi di ieri si è formato un cratere lungo la strada principale che porta all’ospedale di al-Shifa, a Gaza city, mentre nel raid di stamani lo stesso ospedale – tra i più grandi della città – sarebbe stato “sfiorato”. Danneggiato anche l’unico impianto per la produzione dell’energia elettrica a Gaza. 

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