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Suchanow: "Non ci arrendiamo, la lotto per il diritto all'aborto continua nonostante la repressione"

"Le opposizioni sono deboli e tacciono, non contano nulla. Non vogliono una separazione Chiesa-Stato. La vera opposizione è la società civile in piazza che segnala la fine dell'Homo sovieticus''

Klementyna Suchanow
Klementyna Suchanow

globalist

29 Gennaio 2021 - 09.35


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Parla su Repubblica Klementyna Suchanow, leader insieme a Marta Lempart di Strajk Kobiet, il movimento femminile polacco contro la legge che limita il diritto all’aborto: ”La nostra lotta ha avviato una rivoluzione più importante di quella del 1989. I giovani, ma non solo, sono con noi. La società civile si dà strutture da Stato alternativo. Ma temo risposte repressive alle prossime manifestazioni nel weekend”.
Diritto garantito solamente in caso di stupro, incesto o pericolo per la vita della madre. Ma assicura che la lotta continuerà, “con proteste di strada pacifiche e una grande marcia domani a Varsavia. Vinceremo con la mobilitazione e la determinazione della società. Non con giochi politici. Le opposizioni sono deboli e tacciono, non contano nulla. Non vogliono una separazione Chiesa-Stato. La vera opposizione è la società civile in piazza che segnala la fine dell’Homo sovieticus”.

“Mercoledì la polizia sembrava impreparata: noi online abbiamo organizzato cortei in 47 città in sole due ore. Temiamo che schierino rinforzi da ovunque e anche la Gendarmeria nelle prossime ore”, dice la leader della protesta, definendo ”mobilitazione alla destra radicale e incitamento alla violenza per ‘difendere la Chiesa dal Diavolo”’ le parole del vicepremier e leader del partito Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, che ha descritto il movimento come il diavolo che attacca la Polonia come i nazisti nel ’39 e il comunismo dopo il ’45.

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La Chiesa? ”Sono privi di emozioni, alle spalle del governo e ben visti dall’ultradestra – risponde la Suchanow – Non stiamo parlando del Vaticano di Francesco, sono ben più estremisti e radicali. Speriamo che Joe Biden e Kamala Harris giochino un importante ruolo per la nostra lotta per i diritti. Il governo polacco non sembra vedere di buon occhio la nuova Amministrazione Usa: era allineato con Trump, gli auguri a Biden si sono fatti attendere una settimana. L’agenda del presidente americano può aiutare lo Stato alternativo che abbiamo formato, uno stato – spiega – in cui la gente si organizza da sola, resistendo pacificamente al potere e alle sue ossessioni. Lo Stato alternativo ha un consiglio per i diritti delle donne, organizzazioni d’aiuto alle donne in emergenza e alle minoranze, da Federa a Abortion without borders a Kobiety w sieci (donne nel web). La società civile lavora per prepararsi a una nuova Polonia. Occorre trovare gente capace di governare, non necessariamente cercando tra i ranghi delle opposizioni. Non abbiamo paura – conclude – il 95% della gente è informata, il 69% ci appoggia. Il cambiamento sta già avvenendo. Una rivoluzione non violenta si diffonde nell’animo collettivo, non ce la faranno a fermarla”.

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