Trump il boia: via libera della Corte Suprema alla pena di morte per i reati federali

La pena di morte a livello federale era stata congelata (ma non abolita) nel 2003, quando Bush jr. era presidente. Già a luglio sono previste 4 esecuzioni

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globalist 30 giugno 2020
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha reintrodotto la pena di morte per i crimini federali, sulla base delle istanze presentate dall'Amministrazione Trump. 
Negli Stati Uniti ogni singolo Stato possiede il suo sistema penale e poi un sistema federale che entra in vigore quando un reato è commesso in più Stati. La pena di morte a livello federale era stata congelata (ma non abolita) nel 2003, quando Bush jr. era presidente. 
Attualmente sono 28 i singoli Stati che prevedono la pena di morte nel loro ordinamento, ma ben 12 non l'hanno mai applicata nell'ultimo decennio, ma il livello si è alzato da quando Trump è salito al potere. Nel 2020, per esempio, sono state compiute 4 esecuzioni capitali.
Il via libera della Corte Suprema federale è per Trump una manna dal cielo, e non arriva certo a caso: la maggioranza sul tema è stata raggiunta grazie a due giudici piazzati dal Presidente degli Stati Uniti, entrambi ultraconservatori e nazionalisti. Tra l'esaltazione del White Power, de fanatici delle armi e degli ultra-conservatori religiosi, è chiaro che Trump sta tentando di rafforzare il consenso nell'estrema destra statunitense in vista delle elezioni di novembre. 
Il Dipartimento prevede che il boia federale entri in azione già nel mese di luglio con tre esecuzioni in programma, mentre una quarta è prevista per agosto. Tutti e quattro i casi riguardano condannati accusati di aver ucciso bambini.