La Cina si difende: "Siamo vittime di attacchi informatici, immorale calunniarci senza prove"
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La Cina si difende: "Siamo vittime di attacchi informatici, immorale calunniarci senza prove"

Il portavoce del ministero degli Esteri ha replicato alle accuse Fbi secondo cui sarebbero intenzionati a lanciare un avviso pubblico accusando Pechino di tentare attacchi hacker contro laboratori Usa.

Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Zhao Lijian
Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Zhao Lijian
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11 Maggio 2020 - 20.53


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Vittima o carnefice? Oppure vittima e carnefice? “La Cina è una convinta sostenitrice della sicurezza informatica ed è una vittima di attacchi informatici”.

Ha esordito così il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Zhao Lijian, rispondendo a una domanda sulle rivelazioni del Nyt secondo cui Fbi e dipartimento per la Sicurezza Nazionale sarebbero intenzionati a lanciare un avviso pubblico accusando Pechino di tentare attacchi hacker contro laboratori Usa dove si effettuano ricerche sul coronavirus. “E’ immorale colpire la Cina con indiscrezioni e calunnie in assenza di prove”, ha tuonato Zhao. Il gigante asiatico, ha insistito, “si oppone fermamente e combatte tutte le forme di attacchi informatici degli hacker”.

“Stiamo guidando il mondo nella cura alla Covid-19 – ha rivendicato nelle dichiarazioni diffuse dal ministero degli Esteri – e nella ricerca di un vaccino”.

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