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Gli italiani in Inghilterra: "Nessuno qui ha capito quanto è grave, siamo abbandonati"

Chi vive in Inghilterra si trova come in un'altra dimensione: sente le notizie da casa e vive in un paese che sta sottovalutando il problema

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globalist Modifica articolo

14 Marzo 2020 - 09.14


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L’Inghilterra ha scelto di non agire. Una scelta bestiale che apre degli scenari inquietanti che coinvolgono anche l’Italia, e i tanti italiani che nel Regno Unito vivono, studiano, lavorano. E che adesso sentono provenire da casa bollettini di guerra, mentre il Paese che li ospita ha deciso di non agire, accettando passivamente il diffondersi della malattia. 
E ora hanno paura: non solo per il rischio concreto di prendersi il Covid-19, che colpisce gravemente anche i giovani come ci raccontano i medici impegnati al fronte degli ospedali, ma anche per alcune questioni pratiche legate al lavoro, alla vita sociale, dimensioni che in Italia in questo momento sono state o ridimensionate o non esistono proprio ma che in Inghilterra continuano come nulla fosse. Dando ai nostri concittadini all’estero la sensazione di vivere in un’altra dimensione. 
Le storie sono tante. C’è Francesco, manager di 28 anni di Bari a Londra: “Qui varie aziende si stanno muovendo indipendentemente per fare test di smart working – spiega mentre lavora da casa – stanno usando questo tempo preziosissimo a disposizione per farsi trovare pronti a possibili scenari futuri. Qui stiamo vivendo la stessa situazione in Italia di un mese fa. Il virus è visto come qualcosa di molto lontano, dicono ‘gli italiani non sono bravi a gestire le cose ecco perché è andato tutto storto'”. Francesco esce di casa solo con guanti e mascherina ma non per questo è meno preoccupato. “Quando metto la mascherina è come se venissi bullizzato, mi dicono ‘ma che te la metti a fare?’. La situazione è assurda e dicono che il picco dei contagi qui si avrà a giugno”. A differenza dell’Italia, dove i supermercati sono stati presi d’assalto per pasta, conserve e altri prodotti alimentari, “a Londra a finire rapidamente è stata la carta igienica – dice – è stata letteralmente presa d’assalto, così come tutti i prodotti del brand Dettol, leader nel mercato di igienizzanti, che è sold out ovunque”. Neanche a dirlo, anche le mascherine sono esaurite ovunque. “Non si trovano assolutamente da alcune settimane in tutte le farmacie di Londra – osserva ancora – e lo stesso vale per gli igienizzanti per le mani, tutto sold out. “Nelle strade la gente continua a camminare o a radunarsi come se nulla fosse – sottolinea Francesco – ci sono ancora i grandi eventi, ieri ne hanno fatto uno di cavalli, c’era tantissima gente ma assolutamente nessuna paura o l’idea che qualcosa possa accadere”.
Francesco sta firmando delle petizioni online per chiedere al governo inglese di chiudere le scuole e di mettere il Paese in lockdown, come ha fatto l’Italia. “Non vogliono farlo perché dicono che sia peggio visto che le aziende resterebbero aperte e i bambini non potrebbero restare in casa, finirebbero nei parchi e sarebbe peggio, è assurdo” dice rassegnato.
Come lui c’è Giorgia Bruni, 34 anni, di Roma, anche lei a Londra: “Non avrò nessun supporto nel caso avessi bisogno di cure -spiega amareggiata – nessuno si interessa della salute dei cittadini, piuttosto pensano a non  fermare il campionato. Ho paura perché vedo la gravità della situazione in Italia e lo stesso non sta accedendo qui. Per strada nessuno va in giro con le mascherine e tutto sembra normale. Sono in ansia perché so che sta per esplodere qualcosa, non posso tornare a Roma, sarebbe stupido, non mi sento tutelata da questo Paese. ‘E’ solo una febbre, che ti importa?’ mi dicono gli amici inglesi che non hanno idea della gravità della situazione”.  

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