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La strage degli innocenti: ogni anno muoiono un milione di neonati

Nei Paesi a basso reddito, la media del tasso di mortalità neonatale è di 27 morti su 1.000 nati. Quando il mondo è diseguale

Il Niger è il peggiore paese al mondo dove essere bambini
Il Niger è il peggiore paese al mondo dove essere bambini

globalist

20 Febbraio 2018 - 18.21


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I numeri della tragedia che ha tante causa, ma la principale è quella di un momento nel quale la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi mentre la povertà riguarda i molti: ogni anno, 2,6 milioni di neonati nel mondo non sopravvivono al primo mese di vita, circa 7’000 neonati ogni giorno. Un milione di loro muore lo stesso giorno in cui nasce. Secondo il nuovo rapporto dell’Unicef “Ogni bambino è vita”, il tasso di mortalità neonatale a livello mondiale rimane allarmante, in particolare nei Paesi più poveri.
I bambini nati in Giappone, Islanda e Singapore hanno la probabilità di sopravvivenza più alta, mentre i neonati in Pakistan, Repubblica Centrafricana e Afghanistan la più bassa.
Secondo il rapporto, nei Paesi a basso reddito, la media del tasso di mortalità neonatale è di 27 morti su 1.000 nati. Nei Paesi ad alto reddito, il tasso scende a 3 su 1’000. I neonati dei luoghi a più alto rischio per la nascita hanno una probabilità oltre 50 volte maggiore di morire rispetto a quelli nati nei Paesi più sicuri.
Il rapporto sottolinea inoltre che 8 dei 10 luoghi più pericolosi per nascere si trovano in Africa Subsahariana, dove le donne in gravidanza hanno probabilità molto inferiori di ricevere assistenza durante il parto a causa di povertà, conflitti e istituzioni deboli. Se ogni paese portasse il suo tasso di mortalità neonatale alla media dei Paesi ad alto reddito entro il 2030, secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, potrebbero essere salvate 16 milioni di vite.
“Mentre, negli ultimi 25 anni – ha dichiarato Henrietta H. Fore, direttore generale dell’Unicef -, abbiamo più che dimezzato il numero di morti fra i bambini sotto i cinque anni, non abbiamo fatto progressi simili nel porre fine alla morte di bambini con meno di un mese di vita. Dato che la maggior parte di queste morti sono prevenibili, non abbiamo ancora raggiunto i risultati necessari per i bambini più poveri del mondo”.

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