Gaza, l'allarme dell'Unicef: "800 mila bambini a rischio di morte per le bombe o per la fame"
Top

Gaza, l'allarme dell'Unicef: "800 mila bambini a rischio di morte per le bombe o per la fame"

A lanciare l'allarme è Lucia Elmi, la rappresentante speciale Unicef per lo Stato della Palestina che è stata per una settimana in missione nella striscia di Gaza.

Gaza, l'allarme dell'Unicef: "800 mila bambini a rischio di morte per le bombe o per la fame"
Bambini palestinesi
Preroll

globalist Modifica articolo

9 Gennaio 2024 - 13.03


ATF

«Gli 800mila bambini che vivono ammassati nella Striscia di Gaza se non muoiono per i bombardamenti rischiano di morire per le malattie». A lanciare l’allarme è Lucia Elmi, la rappresentante speciale Unicef per lo Stato della Palestina che è stata per una settimana in missione nella striscia di Gaza.

«Sono rientrata ieri notte – ha spiegato – ero nella città di Rafah nel sud, ho visitato diverse comunità. Abbiamo provato diverse volte ad andare al nord, dove ci sono ancora persone, ma tutte le volte le missioni non sono state permesse»

«Nel sud, al confine con l’Egitto, vive 3/4 della popolazione praticamente ammassata – spiega – .Si vedono persone arrivare continuamente su carretti con materassi e qualche coperta. Gente che è stata sfollata di continuo, anche 5/6 volte che vive in condizioni estreme con tende, materiali di recupero, fogli di plastica. A Gaza non ci sono più praticamente alberi, ho visto ragazzini tagliarli. Il legname serve per cucinare, per scaldarsi e i rami per poggiarci le tende così come i pali della luce».

Leggi anche:  Gaza: Hamas disponibile solo al rilascio di 20 ostaggi in cambio di sei settimane di tregua

«Sono 800mila bambini – prosegue – che vivono in condizioni assolutamente precarie che sono sfuggiti dai bombardamenti e ora sono in condizioni psicologiche molto preoccupanti. Ma soprattutto rischiano di morire per le malattie: i casi di diarrea sono raddoppiati e il più grande rischio è la malnutrizione severa e acuta per 135mila bambini. Per non parlare del fatto che sono tre mesi che questi bambini e adolescenti non vanno a scuola, mentre bisognerebbe ricominciare con una qualsiasi forma di apprendimento in sicurezza». Per questi motivi l’Unicef torna a chiedere «il cessate fuoco, il rilascio di tutti gli ostaggi, compresi due bambini, consentire gli aiuti umanitari senza impedimenti, soprattutto al nord della Striscia di Gaza».

«Siamo preoccupati anche per la situazione in Cisgiordania, dove – ricorda Elmi – sono stati uccisi più di 80 bambini negli ultimi tre mesi». Nonostante le difficoltà Unicef continua a portare aiuti: «Abbiamo fornito acqua – sottolinea Elmi – a 1 milione e 300 mila persone e la settimana scorsa per la prima volta dall’inizio di questa guerra abbiamo portato 600mila dosi di vaccini per la polio, la tubercolosi, il tetano poichè le vaccinazioni erano state interrotte da tre mesi».

Leggi anche:  Guerra di Gaza, Elly Schlein: "Importante la richiesta del G7, per noi è fisiologico un dialogo col governo Meloni"

L’immagine che ha colpito di più la rappresentante dell’Unicef durante la sua missione è che «c’erano bambini ovunque. Mentre camminavo per le strade per le visite di monitoraggio mi circondavano, volevano un contatto umano, giocare, stringermi la mano, mi sorridevano. È una cosa che da una parte strappa il cuore, ma dall’altra dà tanta speranza e motivazione per andare avanti».

Native

Articoli correlati