Quando si dice la sfortuna: gia una volta erano stati sequstrati. Eravamo nel 2008 e in azione erano entrati i pirati somali. Adesso la stessa coppia di tedeschi è rimasta vittima di un attacco di militanti jihadisti filippini di Abu Sayyaf nelle filippine,
Juegen Kantner e la moglie Sabine Merz, uccisa nell’assalto al loro yacht nelle acque tra la Malaysia e le Filippine, erano rimasti in ostaggio per 52 giorni dei sequestratori somali che li avevano catturati nel golfo di Aden. Kantner aveva descritto l’odissea come «la mia peggiore esperienza mai provata».
Secondo il quotidiano filippino The Inquirer, l’assalto alla coppia da parte dei militanti di Abu Sayyaf è stato inizialmente annunciato da un comandante del movimento armato in una telefonata al giornale. Secondo l’uomo, Muammar Askali, la Merz sarebbe rimasta uccisa in uno scontro a fuoco dopo che lei aveva sparato per prima. Kantner è invece stato portato dagli assalitori in un luogo imprecisato nell’arcipelago di Sulu, roccaforte del gruppo. Il corpo della Merz è stato rinvenuto dall’esercito filippino a bordo dell’imbarcazione.
Si stima che Abu Sayyaf abbia tuttora sotto sequestro una decina di ostaggi, in maggioranza stranieri. Il gruppo ha guadagnato milioni di dollari in riscatti, e occasionalmente è ricorso anche alla decapitazione di ostaggi – l’ultima vittima è stato un canadese, lo scorso giugno – in caso di mancato pagamento.
L'Isis attacca una coppia tedesca nelle Filippine: erano già stati sequestati in Somalia
Abu Sayyaf assalta uno yacht: l'uomo portato via, la donna uccisa nella sparatoria
Preroll
globalist Modifica articolo
7 Novembre 2016 - 13.04
ATF
Native
Articoli correlati