Pisapia: la lotta fratricida sul referendum giova solo alla destra
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Pisapia: la lotta fratricida sul referendum giova solo alla destra

L'ex sindaco si Milano: Non ci sto allo scontro tra guelfi e ghibellini, è una polemica disastrosa

L'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia
L'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia
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18 Settembre 2016 - 11.25


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Una voce pacificatrice. Chissà se alla fine prevarrà: “Non ci sto allo scontro tra guelfi e ghibellini sul referendum costituzionale. Questa riforma non è pericolosa e l’ha chiesta il Parlamento”.
Lo ha detto l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. “Non sono iscritto al fronte del No, per ora non mi esprimo”, sottolinea, “ma sto facendo un giro dell’Italia per invitare a confronti nel merito, sui vantaggi e gli svantaggi. Molto dipenderà se ci sarà la modifica dell’Italicum e dall’impegno a rendere più snelli alcuni punti di questa riforma della Carta”.
 Pisapia ha ammessi di vivere “male” e “con grande disagio” lo scontro sul referendum: “Mi sembra una guerra fratricida che può portare solo danni enormi a tutti. Il Pd diviso, i sindacati su posizioni opposte, il centrosinistra con posizioni diverse, parte della sinistra contro il Pd, l’Anpi che ha preso una posizione ufficiale ma singoli partigiani che si esprimono in dissenso…”. “Mi sembra di assistere, tra persone che hanno la stessa storia e gli stessi valori, a una continua e disastrosa polemica con grande gioia della destra e dei suoi compari”. “Di una cosa sono convinto: comunque vada a finire, non è in gioco la democrazia”.
 Quanto alle dimissioni di Renzi in caso di vittoria del No, Pisapia ha detto che “dal punto di vista costituzionale” non è una scelta necessaria. Poi, aggiunge, “ci sono le scelte politiche e personali. Non essendo parlamentare e non essendo iscritto al Pd credo che ogni decisione spetti a lui in un confronto col suo partito e la sua maggioranza. E non sarà una scelta facile anche perché lo Statuto del Pd prevede la coincidenza dei due ruoli, scelta che non mi ha mai convinto”.
Da ex sindaco Pisapia ha qualche perplessità sulla gestione di Roma: “Sbraitare è facile, il difficile arriva quando si passa a governare”, dice. “Certo, è grave che tutto il bailamme nel quale si dibatte l’amministrazione capitolina sia scoppiato nella scelta di assessori e di collaboratori della sindaca, prima ancora che si cominciasse a mettere mano ai problemi e cercare di risolverli. E allora credo sia legittimo chiedersi come farà questa compagnia a entrare davvero nel merito di questioni enormi e davvero complesse che – è giusto ricordarlo – l’attuale amministrazione ha ereditato”.

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