Lombardia, anche Pisapia dice no: "La sinistra cambi schema, basta con i potenti che scelgono il candidato"
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Lombardia, anche Pisapia dice no: "La sinistra cambi schema, basta con i potenti che scelgono il candidato"

Pisapia dice no alla corsa in Lombardia: «Non deve esserci un cenacolo di potenti o presunti tali che sceglie il candidato. Se no quel candidato rischia di voltarsi indietro e accorgersi che non c'è nessuno che lo segue».

Lombardia, anche Pisapia dice no: "La sinistra cambi schema, basta con i potenti che scelgono il candidato"
Giuliano Pisapia
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10 Novembre 2022 - 10.36


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Anche Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano, si sfila dalla corsa al Pirellone tra le file del Pd. Dopo il no di Carlo Cottarelli è arrivato anche il rifiuto dell’ex primo cittadino.

«Desidero ringraziare le tantissime persone che mi hanno manifestato la loro stima e il loro affetto. Ci ho pensato seriamente – dice in un’intervista al Corriere della Sera – ma credo che la soluzione migliore per il centrosinistra e per il civismo sia quella di cambiare schema. Di puntare sulle tante energie che ci sono sul territorio a partire dai sindaci, dagli assessori, dai consiglieri comunali, dall’associazionismo che hanno fatto, e stanno facendo, molto bene in tanti comuni lombardi».

«Nel mio impegno politico – afferma Pisapia – ho sempre pensato che non ci siano `salvatori della patria´, ma che i risultati migliori siano il frutto del lavoro unitario di una comunità. Intendo anche – aggiunge poi – che non deve esserci un cenacolo di potenti o presunti tali che sceglie il candidato. Se no quel candidato rischia di voltarsi indietro e accorgersi che non c’è nessuno che lo segue».

«Chi cerca voti dal centrosinistra solo perché la destra non lo ha voluto come suo candidato non è coerente ma cerca solo il potere», aggiunge. Quando gli chiedono se si riferisca a Letizia Moratti, Pisapia ricorda che è stata candidata dalla destra al Quirinale, e che si è fatto il suo nome come ministra nel governo Meloni. Ora, secondo l’ex sindaco di Milano, l’operazione del Terzo Polo è «legittima ma anche spregiudicata». 

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