L’isola di Lesbo ,in Grecia, non ha più posto per seppellire i corpi dei migranti che tentano di raggiungere l’Europa, ha detto il sindaco Spiros Galinos. Nello stesso tempo le squadre di aiuti di emergenza per l’isola hanno lanciato una protesta contro la riduzione del bilancio per gli straordinari.L’ insostenibile pressione deli ultimi mesi a Lesbo a mandato il crisi anche l’obitorio, i cimiteri ed i servizi di emergenza . come risultato del numero record di migranti e rifugiati che hanno attraversato il Mediterraneo nel mese di ottobre. Lo scrive il britannico “Telegraph”.
Secondo i dati delle Nazioni Unite, il più di 218.000 profughi sono arrivati lo scorso mese, ovvero più di quanti ne siano sbarcati in tutto il 2014.
Galinos aggiunge che all’obitorio ci sono oltre 50 corpi, per i quali le autorità stanno ancora cercando di trovare un posto per la sepoltura e lui ha tentato di accelerare la procedura per utilizzare un campo accanto agli uffici del cimitero, in modo che si potessero scavare nuove tombe.
Son state centinaia di migliaia le persone che quest’anno si sono avventurate nel breve ma pericoloso viaggio dalla costa turca a quella greca, pochi giorni fa in quello specchio d’acqua sono stati ritrovati 19 corpi di migranti, annegaiti in tre disgrazie separate.
La Guardia costiera greca ha dichiarato di aver salvato più di 1.400 persone in 39 diversi interventi solo nello scorso fine settimana, quando i forti venti hanno causato mare mosso e più di 70 persone, tra cui molti bambini, sono annegatr quando la loro decrepita imbarcazione si è rovesciata.
Dal momento che la pressione di migranti continua ad aumentare , a Lesbo gli operatori umanitari dei servizi di emergenza a Lesbo hanno iniziato una protesta a causa dei tagli di bilancio, e dei soli tre veicoli che hanno a disposizione nonostante il grande afflusso giornaliero di rifugiati.
Il capo della Associazione indipendente degli operatori umanitari di emergenza, Kostas Filis dice a che cinque vetture in attesa di essere riparate e che le carenze di personale, costretti a lavorare fino a 16 ore al giorno.