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I cristiani africani di Lesbo a Francesco: "Abbiamo subito stupri e torture, sei la nostra speranza"

Una lettera per Bergoglio: "Ringraziamo la Grecia perché siamo nutriti e accuditi ma siamo trattenuti su quest'isola per diversi anni senza alcuna prospettiva di vita"

I cristiani africani di Lesbo a Francesco: "Abbiamo subito stupri e torture, sei la nostra speranza"
Papa Francesco

globalist

5 Dicembre 2021 - 12.34


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Dopo la visita di Papa Francesco a Lesbo, i cristiani africani presenti sull’isola greca hanno scritto una lettera al Pontefice che entrerà a fare parte del libro dei messaggi che gli verranno consegnati.

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”Abbiamo lasciato i nostri paesi di origine – hanno raccontato – abbandonando i nostri genitori, mogli e figli per sfuggire ai vari problemi legati alla nostra sicurezza come: torture, matrimoni forzati, pene detentive dovute a divergenze di opinioni politiche, religiose, sessuali, rischio di morte e molti altri”.

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”Il nostro viaggio in Grecia – hanno scritto – è stato un calvario doloroso poiché siamo stati vittime di estorsioni finanziarie, aggressioni e abusi sessuali per pagare la traversata in mare, o sfortunatamente molti di noi hanno perso la vita lì. Per fortuna siamo arrivati e siamo stati accolti, accuditi, vestiti, nutriti e alloggiati. Ringraziamo il governo greco per questo atto di umanesimo.

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Purtroppo, per ragioni a noi sconosciute, la maggior parte delle nostre domande di asilo è stata respinta una o anche due volte per alcuni e addirittura quattro volte per altri. I nostri sogni sono infranti, non abbiamo possibilità di integrazione, istruzione e il futuro dei nostri figli sacrificato. Siamo trattenuti su quest’isola contro il nostro volere da diversi anni senza alcuna prospettiva di vita”.

”Forse – si chiedono – non abbiamo i requisiti per la protezione internazionale, ma perché non veniamo liberati? Santo Padre, nonostante tutta questa sofferenza, questa tortura morale e psicologica, ci rivolgiamo al Signore e rimaniamo speranzosi. Sì, sei la nostra speranza. Ti preghiamo di supplicare per noi affinché il governo di questo paese e tutti i suoi alleati europei trovino una soluzione per noi. Abbiamo bisogno di documenti per poterci integrare qui in Grecia o altrove in Europa. Vogliamo solo essere liberi e lavorare per prenderci cura di noi stessi e delle nostre diverse famiglie”.

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