Russia-Ue, non tutto è perduto
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Russia-Ue, non tutto è perduto

Il ministro degli Esteri Lavrov dice che nelle relazioni "non si è ancora toccato il punto di non ritorno", anche se le posizioni della Russia non cambiano<br>

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22 Dicembre 2014 - 10.30


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Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nonostante a situazione si faccia sempre più tesa lancia un altro messaggio di riconciliazione all’Unione euroopea: “E’ evidente che attualmente le relazioni tra Russia e Unione Europea stanno superando una seria prova di resistenza- dichiara – la linea distruttiva dei partner europei in relazione alla crisi ucraina interna ossia l’uso dei doppi standard nella valutazione della situazione in Ucraina, i tentativi di pressione con le sanzioni, tutto questo mina seriamente la fiducia verso l’Europa”.

“Allo stesso tempo sono convinto che “il punto di non ritorno” non sia ancora stato superato nei nostri rapporti. Ci auguriamo che la “rete di sicurezza” creata in tanti anni di rapporti sarà abbastanza forte da permetterci di ripristinare lo status quo pre-conflitto e andare avanti”, continua il ministro.

Altre voci sembrano manifestare però un minore grado di ottimismo, partendo tutte dalla constatazione che in politica estera l’autonomia della Ue rispetto agli Stati Uniti d’ America sembra pari a zero e dal fatto che non si è stati in grado di costruire uno spazio comune da Lisbona a Vladivostok. L’Europa non è in grado di perseguire una politica indipendente, non possiede il self-empowerment nè forse lo desidera soprattutto nell’ambito politico-militare. La crisi nelle relazioni tra la Russia e l’UE si manifesta nelle forme più inaspettate, e l’espansione verso est della NATO aggiunge solo benzina sul fuoco. La politica britannica è il barometro delle relazioni euro-atlantiche. Washington si basa su Londra per trasmettere le proprie politiche. Oggi, Londra, di norma, funge da “critica europea”.

La strategia della NATO è costruita sulla tradizionale visione americana. Senza gli USA il blocco militare non può esistere. Nel contesto della difficile situazione economica e finanziaria l’Europa s’impegna con difficoltà sempre maggiore nelle spese militari ma il partner d’oltremare manda un diktat chiaro a Bruxelles, “riempire” di sanzioni Mosca per l’incorporazione della Crimea e la sua posizione in Ucraina Dmitry Danilov, capo del dipartimento per la Sicurezza Europea dell’Accademia Nazionale delle Scienze, dice che “l’entrata della Crimea in Russia è stata originariamente definita dai nostri partner occidentali“aggressione russa”, “annessione”, “aggressione armata”. In queste circostanze, tutte le sanzioni vengono da questa conoscenza di base anche se la Russia non potrà mai rinunciare alla Crimea e a Sebastopoli. In questo caso, Europa e Stati Uniti cadono nella trappola della loro stessa logica e uscir fuori dalle sanzioni sarà molto improbabile nel prossimo futuro, perché per fare questo, è necessario riconoscere la Crimea e Sebastopoli come russe. L’Occidente non lo farà.”

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Secondo il capo del Centro Studi per la Difesa del settore della sicurezza regionale, Sergej Ermakov, ” il raffreddamento delle relazioni è avvenuto non sullo sfondo del confronto politico-militare o sui disaccordi con l’Europa, ma in un contesto di questioni economiche che potrebbero essere risolte pacificamente. Inoltre, con la UE è costantemente in corso un dialogo in materia di armonizzazione delle nostre relazioni, che è quello che chiamano una estesa associazione di categoria europea. Ma al posto dell’armonizzazione, abbiamo ottenuto quel che tutti hanno visto”.

Le sanzioni stanno cambiando la logica delle relazioni strategiche tra Russia e UE. Cosa succederà dopo? Solo il tempo ce lo potrà dire, ma mentre il comandante delle forze NATO in Europa, Breedlove, si rivolge al Pentagono per ottenere la fornitura di truppe e armi aggiuntive legate presumibilmente alla continua minaccia russa il capo del Pentagono, Hagel di recente ha seriamente sostenuto che la Russia si avvicina ai confini della NATO …È chiaro che con questa Europa la Russia non sarà in grado di stabilire un dialogo nel breve periodo”.

Vladimir Putin continua a pensare che fra Mosca e Kiev un accordo é possibile: “Con Petro Poroschenko sio possono trovare punti di contatto ma lui non è a Kiev da solo, abbiamo appena sentito dire ad alti funzionari ucraini che per risolvere la crisi é necessaria una guerra – dice il capo del Cramilino nella tradizionale conferenza stampa di fine d’anno . A chi gli ha chiesto se non teme un colpo di Stato in Russia il presidente risponde che “il fattore di stabilità più forte nel nostro Paese è basato sul consenso del popolo russo, che non potrebbe essere più saldo”.

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Il colpo di Stato compiuto in Ucraina dopo aver alimentato la cosiddetta “rivoluzione arancione” è stato un errore enorme, continua Putin: “Io non accuso nassuno ma lascio parlare i fatti:conoscete tutti il famoso trattato firmato fra opposizione ucraina e governo il 21 febbraio scorso, accompagnato dalle firme di tre ministri degli Esteri in veste di garanti: cosè successo dopo? Apparentemente, nessuno è stato in grado di fermare quei radicali che hanno fatto irruzione nella amministrazione del presidente ed hanno occupato edifici governativi”.

Quando al panorama internazionale, il presidente russo domanda:”Ci sono vasi militari americane in tutto il mondo, e poi èretendono di dire che noi agiamo in modo aggressivo. La Russia ha agito per proteggere i propri interessi nazionali, non stiamo attaccando e non ci prepariamo ad attaccare nessuno, proteggiamo solo i nostri interessi. E l’insoddisfazione dei nostri partner occidentali, in particolare gli Stati Uniti, ha a che fare proprio con questo e non con le procedure di sicurezza che consentono provocare tensione. Ci si accusa di far volare i nostri aerei, e in questo senso l’aviazione è strategica: sapevate che nei primi anni novanta, con la fine dell’ Unione Sovietica, i nostri voli strategici si erano interrotti? Da quel momento per molti anni siamo stati toralmente esposti ai voli strategici americani. Perché gli Usa contiavano a compierli? contro chi? Noi abbiamo semplicemente ripreso a volare, abbiamo volato, abbiamo volato sempre più megli ultimi due o tre anni. Questo significa provocare?”

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“La Russia ha due basi militari all’estero in Kirghizistan e Tagikistan, che servono a proteggerci dalle attività terroristiche che muovono dell’Afghanistan mentre le basi militari americane sono in tutto il mondo. E poi vogliono dirvi che noi agiamo aggressivamente? Che sensio ha tutto questo? Cosa cercano in Europa le forze armate degli Stati Uniti, comprese le loro armi nucleari tattiche?”.

“Dopo il muro di Berlino non si era detto che la NATO non avrebbe dovuto espandersi verso est? Eppure questo allargamento è iniziato subito iniziato. Questo è il problema principale delle relazioni internazionali di oggi, i nostri partnes non si sono fermati, hanno deciso che erano i vincitori ed oggi sono l’impero, con tutti gli altri come vassalli. Pertanto, non si tratta di Crimea. Il punto è che stiamo difendendo la nostra indipendenza, la nostra sovranità, il nostro diritto all’esistenza. Questo è ciò che tutti noi dobbiamo capire.Per preservare tutto questo siamo pronti a combattere ed a cambiare anche dal punto di vista economico per strutturare meglio la nostra economia e diventare più indipendenti”.

Alla domanda su come si spieghi la “svolta energetica” rusa verso Cina e Turchia, il capo dello Stato ha detto che si tratta di un processo normale dato che in Estremo Oriente e nel Pacifico lo sviluppo è più veloce esi ha bisogno di più energia. Si tratta semplicemente della realizzazione di quanto avevamo immaginato”. Alla domanda circa l’uscita della situazione causata dal basso prezzo del petrolio, Vladimr Putin ha espresso ottimismo:”Ho già detto che verremo fuori da questa situazione e con un segno segno ‘più'”, ha concluso.

Fonti: Agenzie

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