E gli ultras della Roma omaggiano Nino Cutrì
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E gli ultras della Roma omaggiano Nino Cutrì

Alcuni tifosi della Roma hanno esposto durante il derby lo striscione "R.i.p. Nino Cutri": un fatto ben più grave della discriminazione territoriale.

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10 Febbraio 2014 - 09.42


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di Francesco Blasilli

Uno ha il cappuccio sopra la testa, forse per paura che l’umidità danneggi l’unico neurone che la natura gli ha donato. Un altro indossa gli occhiali da sole, per regalare un senso a un testa che certo non ha la funzione di “contenere” intelligente. Gli altri (sono otto o nove in tutto) stanno li, con i volti sorridenti e qualcuno anche con i capelli bianchi, a dimostrazione che l’imbecillità non è dovuta alla giovane età. Sono loro i veri eroi negativi del derby della capitale, sono gli otto presunti tifosi della Roma che nel settore distinti Sud, lato Tribuna Tevere, hanno esposto lo striscione “R.I.P. Nino Cutrì”, in onore del criminale rimasto ucciso mentre faceva evadere il fratello ergastolano.
Nel tempo in cui si discute della discriminazione territoriale, un episodio come questo è forse passato troppo in silenzio. Perché il razzismo da stadio forse non esiste (ognuno ha la sua rispettabile idea), forse è solo ignoranza e sicuramente non si combatte chiudendo le curve. Qui, invece, siamo di fronte all’esaltazione del crimine, alla beatificazione di chiunque si contrapponga alle forze dell’ordine. Qui ci troviamo al cospetto di un atto premeditato (anche i “lavali col fuoco” lo sono per alcuni, non per la massa che apre bocca e gli dà fiato), a qualcuno che ha pensato una bestialità e poi l’ha messa in atto.
Ci si domanda come è possibile che un simile striscione sia entrato allo stadio, ma la risposta non spetta a noi, bensì alle forze dell’ordine. Che sicuramente ora non avranno problemi a individuare i dementi che hanno esposto lo striscione e a fargli passare una brutta mezza giornata in caserma, interrogandoli sul perché di questo striscione. La risposta scontata è l’imbecillità, ma fargli prendere un po’ di paura sarebbe il minimo e sarebbe, forse, anche da insegnamento per loro e per tutti quelli intorno a loro, che non hanno pensato di allontanarsi da quello striscione, per esprimere dissenso da un qualcosa di vergognoso che dovrebbe provocare rabbia e conati di vomito in ogni persona degna di definirsi tale.

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