Nel cuore del Molise riemerge una Domus dell'élite Romana
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Nel cuore del Molise riemerge una Domus dell'élite Romana

L’edificio, situato in provincia di Campobasso, restituisce un articolato palinsesto architettonico che documenta una lunga continuità di vita dalla prima età imperiale fino al VI secolo d.C.

Nel cuore del Molise riemerge una Domus dell'élite Romana
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22 Marzo 2026 - 17.35 Culture


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Un nuova importante scoperta è stata fatta nel Parco Archeologico di Sepino. Infatti, in seguito a numerosi scavi, effettuati sia grazie ai fondi di Sviluppo e Coesione che ai finanziamenti del Ministero della Cultura, è stata riportata alla luce una Domus romana di eccezionale rilievo.

L’edificio è caratterizzato da un ingresso monumentale affacciato sul decumano, orientato in direzione est-ovest. La sua posizione di prestigio nel cuore pulsante della vita pubblica dell’epoca romana ha portato gli archeologi a pensare che potesse quasi certamente appartenere all’élite locale (se non a una famiglia legata agli ambienti del potere imperiale).

I limiti della struttura si estendono oltre l’attuale area di scavo, confermando le dimensioni monumentali già suggerite dalle indagini geofisiche. Per questo seguiranno ulteriori studi per definire con maggiore precisione sia l’estensione effettiva della Domus che, soprattutto, la sua organizzazione.

Secondo quanto rilevato la dimora venuta alla luce testimonia l’adozione di modelli abitativi di alto livello, analoghi a quelli documentati nelle principali città romane dell’Italia centrale. Le fasi più antiche del complesso sono documentate da antefisse architettoniche e ceramiche di età augustea e tiberiana, che indicano l’importanza che la residenza aveva nel I secolo d.C.

Di particolare rilievo è stato anche il recupero di un grande contenitore in piombo, appartenente a un sofisticato sistema domestico per il riscaldamento dell’acqua. Il recipiente, a forma cilindrica, è decorato in rilievo con motivi solari stilizzati e teste di Gorgone, delle rappresentazioni iconografiche di mostri della mitologia greca.

Inoltre, nel corso della campagna di scavo del 2025 sono stati rinvenuti dei frammenti architettonici in marmo e anche un’importante iscrizione onoraria risalente al 139 d.C, quando a regnare era l’imperatore Antonino Pio. L’epigrafe rivela un intervento della casa imperiale in città, a sottolineare il legame privilegiato esistente fra il territorio molisano e l’amministrazione centrale romana.

A margine di questi importanti ritrovamenti Massimo Osanna, Direttore generale Musei presso il MiC, ha affermato: “I risultati delle ricerche a Saepinum confermano l’importanza della ricerca archeologica come strumento fondamentale di conoscenza”.

E ha aggiunto Osanna: “Le nuove evidenze consentono non solo di acquisire dati inediti sulla storia della città, ma anche di restituire aspetti concreti della vita quotidiana e delle trasformazioni del paesaggio urbano nel corso dei secoli”.

E ha concluso il Direttore: “Interventi come questo sono resi possibili anche grazie ai finanziamenti destinati alle campagne di scavo archeologico sul territorio nazionale, che permettono di sostenere in modo continuativo la ricerca e di ampliare le conoscenze sul nostro patrimonio”.

Invece, Enrico Rinaldi, Direttore del Parco Archeologico di Sepino, si è così espresso: “Le recenti campagne di scavo stanno restituendo risultati di grande rilievo scientifico, permettendo di approfondire la conoscenza della città antica e delle sue trasformazioni nel lungo periodo”.

E ha sottolineato Rinaldi: “Le nuove scoperte confermano il ruolo centrale di Saepinum nella rete urbana dell’Italia romana e aprono nuove prospettive per lo studio e la valorizzazione del sito”.

Insomma, grazie a queste nuove evidenze quella del Sepino si conferma una delle aree archeologiche più affascinanti dell’Italia centro-meridionale, capace di narrare in modo vivido sia la trasformazione di una città che le caratteristiche della vita al tempo dei Romani.

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