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Il virologo Falcone: "Mantenere il Green Pass così com'è non ha molto senso"

Il segretario della Società italiana di malattie infettive e tropicali: "Con un tasso così alto di persone vaccinate penso che l'obbligatorietà dovrebbe essere superata"

Il virologo Falcone: "Mantenere il Green Pass così com'è non ha molto senso"
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globalist Modifica articolo

15 Febbraio 2022 - 18.53


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Marco Falcone, professore associato di Malattie infettive dell’Università di Pisa e segretario della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), non è convinto sul mantenimento del Green Pass in tutti gli ambienti “extralavorativi e ludici”, perché – spiega – “in assenza di una revisione che si basi sull’andamento della pandemia, non la vedo una scelta al momento ragionevole”. 

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“Su categorie come operatori della sanità, forze dell’ordine eccetera – afferma l’esperto – penso debba rimanere perché non possiamo mettere a rischio la macchina dello Stato”, ma per il resto “si dovrà adeguare la necessità di questo strumento alla condizione attuale della pandemia e della diffusione del virus. E quindi in presenza di un calo dei contagi, di un virus che è diventato nettamente prevalente nella popolazione perché in 2 mesi ha infettato verosimilmente 20 milioni di persone, e di un tasso così alto di persone vaccinate e con terza dose – sottolinea il virologo – credo che almeno nei luoghi di aggregazione l’obbligatorietà del Green pass potrebbe essere superata”. 

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“Nel momento in cui la circolazione del virus cala e cambia lo scenario di immunizzazione, con guariti e vaccinati che sono ormai la stragrande maggioranza – dice Falcone – il valore di questo Super Green pass, con i dubbi poi legati al mantenimento dell’immunità da vaccino nel tempo, va rivisto”.

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“A questo punto è chiaro – sottolinea l’esperto – che i provvedimenti per il contenimento dell’infezione non possono essere gli stessi. In primis – ribadisce – perché l’infezione non è contenibile, nel senso che anche i vaccinati tripla dose, soprattutto se sono passati più di 4-5 mesi dal booster, sono suscettibili. Secondo perché i raggi di curva del contagio ci dicono che c’è un calo molto rapido, quasi sorprendente, dei numeri dei contagi che vuol dire, al netto delle imprecisioni statistiche, che la platea di suscettibili comincia a restringersi notevolmente e in un panorama del genere – sostiene il virologo – continuare a mantenere restrizioni con il Green pass tout court mi sembra una dinamica difficile da sostenere”.

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