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Lo studio conferma: i vaccini proteggono dalla variante Delta, ma non evitano del tutto il contagio

Lo studio Lancet dice che in casa le distanze si riducono, le difese si abbassano e i contatti si prolungano. I risultati di uno studio condotto su 621 persone in Uk

Vaccino anti-Covid
Vaccino anti-Covid

globalist

29 Ottobre 2021 - 09.56


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Dallo studio inglese, coordinato dall’Imperial College di Londra e pubblicato su Lancet Infectious Disease, è emerso che i vaccini anti-Covid riducono il rischio di contagio con la variante Delta, ma l’infezione può ancora essere trasmessa in casa, in famiglia, dove le distanze si riducono, le difese si abbassano e i contatti si prolungano.
La ricerca ha coinvolto 621 persone intercettate dal sistema di contact tracing inglese tra settembre 2020 e settembre 2021, identificando 163 positivi al virus.
Le persone che hanno ricevuto due dosi di vaccino, confermano gli autori, potrebbero in alcuni casi trasmettere il virus ai membri della famiglia vaccinati e non. L’analisi ha rilevato che il 25% dei contatti domestici vaccinati è risultato positivo, rispetto al 38% dei contatti domestici non vaccinati. Gli scienziati hanno però sottolineato che le infezioni nei soggetti vaccinati sono scomparse più rapidamente di quelle nei soggetti non vaccinati, nonostante il picco di carica virale si presentasse simile.
Sulla base dei risultati, gli autori esortano tutti alla vaccinazione completa per evitare il decorso grave della malattia e invitano chi ha diritto alla dose booster (terza dose) ad accettarla. Chiedono inoltre che si continuino a garantire misure di salute pubblica per frenare la trasmissione virale, anche nelle persone vaccinate. 
Lo studio, avverte il coordinatore Ajit Lalvani dell’Imperial College di Londra, non mette in dubbio l’efficacia dei vaccini. Anzi: “La trasmissione del virus tra le persone vaccinate a cui stiamo assistendo rende essenziale che le persone non ancora vaccinate lo facciano per proteggersi dall’infezione e da una forma grave di Covid-19, soprattutto perché siamo nelle vicinanze dei mesi invernali durante i quali più persone trascorreranno del tempo in casa”, dice Lalvani.
L’ambiente familiare, ricordano gli scienziati, sono un ambiente chiave per la trasmissione delle infezioni da Covid, alla luce dei contatti quotidiani frequenti e prolungati tra componenti del nucleo. 

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