Cosa dicono gli esperti sul green pass? Viaggiare sarà sicuro secondo gli scienziati?

Le opinioni di Andreoni, Bassetti e Burioni sullo strumento per il turismo nell'estate 2021: "E' l'unico sistema al momento che ci permetterà di riprendere a muoverci in sicurezza"

Green pass Covid

Green pass Covid

globalist 6 maggio 2021

Si studia un modo per ripartire con il turismo e i riflettori sono puntati su pass vaccinale e green pass in vista dell'estate 2021, per cercare di ridurre al minimo la diffusione del virus.

Cosa ne pensano gli esperti del 'lasciapassare' che consentirà spostamenti a chi è vaccinato, a chi è guarito dal covid e a chi si è sottoposto a tampone - con esito negativo - 48 ore prima?

"E' giusto che si parta con il pass vaccinale: è l'unico sistema al momento che ci permetterà di riprendere a muoverci in sicurezza e controllando anche la circolazione del virus" sottolinea Claudio Mastroianni, direttore del Dipartimento di Malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma.

"Siamo già nell'età del post-vaccino Covid - osserva l'infettivologo - Ci troviamo a dover gestire il virus e il pass vaccinale è uno strumento che, insieme alle misure che conosciamo, ci aiuterà a uscire dall'emergenza o comunque a conviverci in sicurezza"

Per Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, "il pass vaccinale è uno strumento che ci permetterà di acquisire ancor di più un pezzo di normalità. Credo che servirà a dare una spinta a chi ha ancora dubbi o è scettico sulle vaccinazione, sarà un incentivo insomma. C'è però un punto che secondo me è fuorviante: perché mettere la scadenza a 6 mesi? Così si manda un messaggio sbagliato anche sulla garanzia delle copertura vaccinale che non è certo 6 mesi. Così come la risposta anticorpale di chi ha avuto la malattia. Sarebbe stato più saggio non dare oggi, ancor prima di partire con il pass, una scadenza così netta" sottolinea.

Secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria, "nel momento in cui la vaccinazione sarà offerta a tutti, oggi ancora non è così ma ci arriveremo, chi avrà detto di 'no' non avrà accesso ad alcune attività permesse con il pass vaccinale - sottolinea-. Così chi oggi è scettico sulle vaccinazioni sarà incentivato perché vedrà che non potrà muoversi liberamente o fare determinate cose. Sono convinto che il pass vaccinale convincerà anche chi oggi è contro il vaccino anti-Covid".

Secondo Bassetti, "il via libera al pass vaccinale è una delle cose di buon senso che avevamo auspicato e che si sta facendo in tutto il mondo". Ed è "un altro passo verso la liberà dopo tanti mesi di sacrifici". L'infettivologo si toglie una sassolino dalla scarpa: "Bisognerebbe che tutti fossimo favorevoli a questo pass, mi fa ridere chi agita la legge sulla privacy - rimarca -. Dov'era il Garante della privacy quando si mettevano sui giornali o in tv i nomi delle persone, famose o meno, positive al Covid? Ora trincerarsi dietro la privacy per frenare il pass vaccinale è assurdo".

Sul Green Pass, che consentirà spostamenti a chi è vaccinato, a chi è guarito dal covid e a chi si è sottoposto a tampone - con esito negativo - 48 ore prima, il virologo dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano Roberto Burioni su Twitter scrive: "Il tampone recente per avere il 'pass' è un pericolosissimo controsenso. Dal punto di vista medico, gli unici che potrebbero muoversi con maggiore libertà sono i vaccinati e i guariti. Il resto è una sciocchezza".

"Qualcuno giustamente chiede: 'Ma se mi voglio vaccinare e non mi vaccinano è giusto non darmi il pass?'. Domanda legittima, ma posta alla persona sbagliata. Il tema è politico, non scientifico. Dal punto di vista medico, chi non è immune può contrarre e diffondere il virus", aggiunge Burioni in un successivo messaggio.