Piantedosi: "La Russia non è ancora una democrazia compiuta, ma bisognerebbe conoscere davvero quel mondo..."
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Piantedosi: "La Russia non è ancora una democrazia compiuta, ma bisognerebbe conoscere davvero quel mondo..."

Elezioni in Russia, Piantedosi: «Bisognerebbe conoscere realmente quel mondo e come sono avvenute le elezioni. Francamente sarei molto frettoloso se mi unissi al coro, da una parte e dall'altra».

Piantedosi: "La Russia non è ancora una democrazia compiuta, ma bisognerebbe conoscere davvero quel mondo..."
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20 Marzo 2024 - 09.17


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Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno del governo Meloni, in una intervista al Foglio ha parlato delle recenti elezioni presidenziali in Russia. «Bisognerebbe conoscere realmente quel mondo e come sono avvenute le elezioni. Francamente sarei molto frettoloso se mi unissi al coro, da una parte e dall’altra. Per il mestiere che faccio penso di essere più degli altri tenuto ad attenermi a fatti conosciuti e conoscibili. Il contesto è evidente e lo do per scontato ma non deve esserlo: la Russia, ovviamente, deve ancora diventare una compiuta democrazia».

«Su Putin sto alle analisi che hanno reso pubbliche le agenzie di intelligence. Esiste un’attività dei russi, in Europa, che cerca di influenzare l’opinione pubblica attraverso il web. L’Italia non è immune da questi tentativi ma credo che abbiamo gli anticorpi necessari e la coscienza critica giusta per combattere questi fenomeni e tenere alla larga le infiltrazioni».

«Dal 7 ottobre a oggi abbiamo innalzato l’attenzione su questo terreno e abbiamo registrato elementi di preoccupazione reali rispetto alla possibilità che qualcuno utilizzi il conflitto in medio oriente per portare avanti campagne antisemite, anche con possibilità che vi siano derive di tipo terroristico».

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«Noi – ha concluso Piantedosi – abbiamo innalzato il livello di attenzione. Lo abbiamo fatto rispetto alla vigilanza degli obiettivi fissi e lo abbiamo fatto andando a individuare con prontezza le persone considerate pericolose per la sicurezza nazionale, o perché radicalizzate o perché colte nel tentativo di avvicinamento a logiche potenzialmente terroristiche».

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