Manzi (Pd): "Tutor nelle scuole? Da Valditara solo promesse, si confronti con noi"
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Manzi (Pd): "Tutor nelle scuole? Da Valditara solo promesse, si confronti con noi"

Irene Manzi (Pd): «Sarebbe opportuno che il Ministro venisse in Commissione a riferire: su temi così importanti ci si dovrebbe confrontare in Parlamento e non fare annunci e promesse sui giornali».

Manzi (Pd): "Tutor nelle scuole? Da Valditara solo promesse, si confronti con noi"
Irene Manzi
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30 Marzo 2023 - 11.48


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Il ministro dell’Istruzione Valditara ha annunciato l’arrivo nelle scuole italiane di 100mila tutor, una figura che servirà per assistere e aiutare gli insegnanti. Peccato che nelle scuole, a oggi, manchino circa 200mila tra professori e maestri. Irene Manzi, responsabile Scuola del Pd, ne ha parlato in un lungo post su Facebook. 

«Su assunzioni e formazione docenti soltanto affermazioni generiche: il Ministro parla di un concorso che non finirà mai per settembre e, nel frattempo, si rischia di nuovo di non avere insegnanti per tutte le cattedre. Si allude a un piano straordinario di reclutamento extra Pnrr di cui non sa niente nessuno. Il tutto mentre ancora attendiamo- nonostante ripetute sollecitazioni- risposte dai Ministri dell’Università e dell’Istruzione sui nuovi percorsi di formazione iniziale dei docenti previsti dal decreto legge 36 del governo Draghi ed obiettivo di Pnrr». 

«Sarebbe opportuno che il Ministro venisse in Commissione a riferire: su temi così importanti ci si dovrebbe confrontare in Parlamento e non fare annunci e promesse sui giornali».

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«Nei giorni scorsi, in una delle sue numerose uscite pubbliche, il Ministro ha dichiarato che il Pd vuole solo disoccupati e che serve più lavoro e non solo cultura. Considerazioni sbagliate e superficiali, che non tengono conto della dignità di tutti i percorsi scolastici e della complessità dei saperi. Ma è il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione con il suo parere al provvedimento istitutivo della figura del docente tutor che offre la migliore risposta: la valorizzazione dei soggetti in formazione non deve essere finalizzata solo all’inserimento nel mondo del lavoro, ma anche alla piena acquisizione dei diritti di cittadinanza di tutte le persone. Forse servirebbe un supplemento di riflessione – osserva – Perché ad oggi quella delineata dal Ministro è una visione, in realtà, classista e fintamente democratica della scuola».

«La formazione è un tema essenziale e significativo ma collocarla- come fa il decreto del Ministero- nel solo triennio della scuola secondaria di secondo grado, ignorando il momento strategico di snodo nel passaggio tra il primo e il secondo ciclo. Mentre è proprio nel primo biennio della scuola secondaria di secondo grado che si collocano gli indici più elevati di dispersione scolastica. Il docente tutor immaginato da Valditara non si colloca in una prospettiva generale di sistema: si fanno fare al docente 20 ore di formazione online, mentre per le funzioni che è chiamato a svolgere sarebbe necessario favorire anche una formazione laboratoriale. In più – conclude – è troppo elevato il numero di studenti assegnato mentre la funzione dovrebbe coincidere con il gruppo classe per offrire un’attività di orientamento realmente efficace allo scopo. Tanti aspetti di merito che- come sempre- le roboanti dichiarazioni del Ministro eludono»

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