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Pd, l'analisi di Provenzano: "Dalle comunali il nostro diritto-dovere di costruire un campo vincente per le politiche"

"Ha votato poco più del 40% degli elettori - ha aggiunto Giuseppe Provenzano - il rischio è consegnare il disagio sociale all'astensione".

Pd, l'analisi di Provenzano: "Dalle comunali il nostro diritto-dovere di costruire un campo vincente per le politiche"

globalist

28 Giugno 2022 - 17.08


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Il vicesegretario del Pd, Giuseppe Provenzano, ha fatto la più classica delle analisi del voto, proiettandosi però al futuro prossimo del suo partito e del governo del Paese, in vista delle elezioni del 2023. “Queste amministrative segnalano certamente un protagonismo ritrovato del Pd che si afferma primo partito e si apre a forze diverse, innanzitutto il civismo. Cinque anni fa, ai ballottaggi scattò il tutti contro di noi”.

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“Era il frutto di quella autosufficienza arrogante che ci portò nel 2018 alla peggiore sconfitta di sempre. Allora restammo tagliati fuori da ogni competizione, si prospettava un bipolarismo tra Lega e M5S. Anche per questo i risultati di domenica ci caricano del diritto e del dovere di costruire per le Politiche un campo competitivo e vincente”.

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“Ha votato poco più del 40% degli elettori – ha aggiunto Provenzano -. Il rischio è consegnare il disagio sociale all’astensione. Che un pezzo di popolo si senta escluso dai processi di cambiamento e maturi, oltre alla sfiducia, risentimento nei confronti della politica. In passato ha trovato sbocco nell’antipolitica, ma oggi? O diamo risposte, o da qui alle elezioni potremmo avere brutte sorprese. Il Pd deve continuare a lavorare per aggregare, ma su un programma chiaro, riconoscibile, netto. E deve aprirsi ancora di più perché con la fluidità del voto, se intercetta ciò che si muove nel Paese, come quel civismo che è stato fondamentale alle comunali, se sarà capace di dare risposte ai tanti che si rifugiano nell’astensione, può arrivare al 30% e da lì coinvolgere le forze che non vogliono regalare l’Italia alle destre”.

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Il vicesegretario Dem ha affrontato anche il tema del terzo polo: “Le amministrative ci dicono che i poli sono due, la partita è questa ed è aperta: consegnare l’Italia a Salvini e Meloni non è un destino ineluttabile”. Infine una parola sul futuro di Draghi e sul suo ruolo richiesto da diversi partiti: “Draghi va sostenuto adesso, non strumentalizzato per i propri posizionamenti politici futuri”.

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