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Bonaccini apre a M5s, critica Renzi, tifa Elly Schlein e incita il Pd: "Deve puntare al 30%"

Il presidente dell'Emilia-Romagna: "Penso che Renzi commetterebbe un errore madornale a essere fuori. Sta tornando il bipolarismo e allora..."

Bonaccini apre a M5s, critica Renzi, tifa Elly Schlein e incita il Pd: "Deve puntare al 30%"

globalist

26 Novembre 2021 - 18.16


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Aperture e critiche nella prospettiva di un campo progressista davvero ampio e coeso.

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 “Penso che Renzi commetterebbe un errore madornale a essere fuori. Con questa legge elettorale torna il bipolarismo, dovranno pensarci molto bene”, ammonisce il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, intervistato da Cantiere Bologna.

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“Non ci credo che Renzi andrà con suo piccolo partito a ingrossare le fila dei sovranisti. Perderebbe, secco, una buona parte di quelli che lo votano”, avverte Bonaccini, che vede il campo del centrosinistra includere i moderati che si ritengono riformisti fino alla sinistra di Elly Schlein.

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Il ruolo del Pd

 Stefano Bonaccini spinge il Pd oltre la soglia del 30%, almeno nelle aspettative. “Il Pd è in risalita, ma deve ambire almeno al 30%, ne ha tutte le caratteristiche”, sostiene il governatore dell’Emilia-Romagna, intervistato da Cantiere Bologna. “Guardate le amministrative: sarebbe un errore clamoroso pensare che quei risultati siano traslabili sulle politiche, ma dicono che siamo in grado di selezionare un po’ meglio la classe dirigente e avere capacità di rinnovamento”, sottolinea Bonaccini, ricordando le vittorie nette di sindaci giovani in Emilia-Romagna. Il governatore è convinto anche che il Pd potrebbe trarre beneficio in termini di consenso dall’appoggio al governo Draghi.

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“Questo deve essere il nostro governo, non perché dovremo continuare a governare a vita con Salvini e la Lega. Ma alle amministrative siamo stati premiati perché a differenza di Salvini, che non ci sa stare al governo, siamo stati ritenuti una forza che, con la propria autonomia, sta lealmente dando una mano al governo per sconfiggere la pandemia e a far ripartire l’Italia”, rimarca. “Gli italiani se, quando si tornerà a votare, vedranno che l’Italia è ripartita e loro stanno un pochino meglio o sperano di stare meglio, io credo che premieranno chi è stato leale”, spiega il presidente dell’Emilia-Romagna, secondo il quale il Pd “dovrebbe aprirsi di più a civismo, sentirsi perno della coalizione e parlare a chi non si definisce di sinistra, ma non vuole andare verso una destra sovranista e anti-europeista”

Apertura al Movimento 5 stelle

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“Perché non dobbiamo dialogare con i 5 stelle dal momento che hanno fatto una scelta progressista ed europeista? Se si collocano lì, saranno nostri naturali alleati”, scandisce il governatore. “Lo dico a Renzi e Calenda, se i 5 Stelle accettano politiche che hanno quel valore e quel segno europeista, sono solo contento se si aggiunge qualcuno a un censtrosinistra largo e convintamente europeista. La scelta, però, va messa in capo a loro”, aggiunge.

Infine, Bonaccini solleva nuovamente la questione ‘settentrionale’. “Non so quante volte sia capitato, da quando nel 1970 sono state istituite le Regioni, che solo una su otto fosse guidata da centrosinistra. Io sono l’unico presidente di centrosinistra nelle otto Regioni del Nord, 27 milioni di abitanti, oltre il 50% del Pil. Non si è mai visto nel mondo occidentale che sei andato a governare un paese se contemporaneamente non governi una parte o buona parte dell’area più dinamica e produttiva”, ammonisce.

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