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Scalfarotto dimentica il principe Salman e critica la sinistra: "Non vede una donna al comando"

Il sottosegretario all'Interno che non ha preso le distanze dalla deriva liberticida dell'Arabia Saudita partecipa all'offensiva di Italia Viva

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Ivan Scalfarotto, Italia Viva

globalist

4 Giugno 2021


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E’ evidente che ormai sia diventata un’azione di disturbo di Italia Viva al Pd, che tra Bellanova prima e Scalfarotto poi, stanno portando avanti un ordine di scuderia voluto dai vertici del partito.

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Cosa abbastanza bizzarra, visto che all’interno di Italia Viva hanno magnificato il principe Bin Salman, che oltre ad essere chiaramente il mandante dell’omicidio Khashoggi, sta portando avanti in Arabia Saudita una politica totalmente anti-femminista, con molte attiviste che tutt’oggi risultano essere ancora in prigione. ”Non è solo un problema di leadership e di gruppi dirigenti, né soltanto un problema di genere. È che la sinistra italiana è purtroppo fondamentalmente conservatrice, e l’incapacità assoluta di far crescere candidature femminili per incarichi di vertice, come è evidente in questa tornata delle amministrative, è solo uno degli aspetti più evidenti di un conservatorismo – o se volete di una tendenza a rifugiarsi nella propria ‘comfort zone’, di battere preferibilmente strade già note – che a guardar bene si dimostrano con chiarezza in molti settori: dall’economia al lavoro, dai diritti civili alle politiche ambientali”, ha scritto in un post il sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto.

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“La principale ragione della mia adesione a Italia Viva – prosegue -, e la ragione per la quale chiedo con convinzione il sostegno al mio partito, sta proprio nel coraggio riformista che Matteo Renzi ha saputo dimostrare negli anni in cui ha governato il Paese. Non a caso il suo è stato il primo e unico governo italiano a nascere con una squadra di ministri composta di un ugual numero di donne e di uomini.

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Quella scelta iniziale fu la prima di una serie di decisioni coraggiose e innovative, a volte dirompenti, che riconoscevano e trasferivano nelle politiche del governo il cambiamento che il nostro Paese ha attraversato negli ultimi decenni”.

“Qualcuno pensa che in quegli anni abbiamo forse pure esagerato con le riforme, ma io continuo a credere che in politica il coraggio e la visione, l’ispirazione, siano fondamentali per produrre politiche davvero progressiste. È una sinistra che non vede mai concretamente una donna al comando di qualcosa, non guarda avanti: guarda per terra. Si perde decisamente il senso più profondo del tempo in cui viviamo”, conclude.

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