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Benifei: "Letta finora è stato chiaro, Renzi parla tanto ma in politica le cose si fanno o non si fanno"

Il capogruppo Pd in Europa: "Renzi vuole costruire con noi l'alternativa alla destra alle amministrative e in prospettiva alle politiche? E lui che deve dare risposte".

Brando Benifei
Brando Benifei

globalist Modifica articolo

20 Marzo 2021 - 17.25


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La scelta molto corretta di Brando Benifei di presentarsi ieri all’assemblea del gruppo del Pd in Europa da capogruppo dimissionario, per poi essere riconfermato all’unanimità, non è passata inosservata. “Marcucci e Delrio dovrebbero fare altrettanto? Non mi sento di poter suggerire niente a nessuno – dice Benifei – immagino che parleranno con il segretario che ieri ha ribadito il rispetto per l’autonomia dei gruppi”.
Riguardo il primo incontro con il nuovo segretario, Benifei ha dichiarato che “c’è stata una bella discussione. Da parte del segretario, che è stato anche un parlamentare europeo e membro del Consiglio Ue, c’è una forte consapevolezza di quanto in Europa si giochi un pezzo molto importante sulle battaglie decisive del futuro. E il fatto che Letta abbia parlato in assemblea di tre gruppi parlamentari, comprendendo anche quello in Europa, e che ci abbia incontrato per primi è un segnale e un riconoscimento che non sempre abbiamo avuto”.
Riguardo Next Generation Ue, uno dei nodi più delicati del Recovery, Benifei ha dichiarato: “Ci sarà un gruppo di lavoro dedicato dentro la segreteria per seguire le varie tappe del Recovery a cui noi ovviamente collaboreremo. Ieri tutti i colleghi sono intervenuti e abbiamo affrontato le priorità da portare avanti in sinergia tra il partito nazionale e il gruppo parlamentare europeo. Dal 9 maggio inizierà la conferenza sul futuro dell’Europa e lì andrà messa in campo una vera unione che ancora non c’è, e i problemi e i ritardi sui vaccini lo confermano” 
“Draghi conosce molto bene le dinamiche europee” continua il capogruppo Pd: “Nel suo discorso di insediamento, ha detto che serve un rafforzamento della sovranità comune europea e noi oggi non siamo ancora lì. La scelta di Draghi sulla sospensione delle esportazioni di Astrazeneca ha tirato dietro tutta l’Ue, ha rotto una prassi europea sulle esportazioni e credo che il suo sia stato un giusto pragmatismo. L’Europa ha ancora mille limiti e oggi sul fronte vaccinale vanno perseguite tutte le strade possibili. Si è visto come abbiamo avuto ritardi perchè la commissione ha dovuto sentire tutti i paesi, questo ci rende più fragili rispetto a Usa, Cina. Un’Europa più forte è il nostro auspicio. C’è un problema di vetocrazia che va affrontato”.
“Io penso che Renzi faccia molto politicismo” dice poi Benifei, “parla di riforme e riformismo in modo molto vacuo. Le cose in politica si fanno e non si dicono e basta. Noi con il precedente governo abbiamo fatte molte cose, ora siamo in un contesto di unità nazionale e a maggior ragione si deve lavorare con tutte le forze politiche che sono alternative alla destra. Renzi lo è? Letta è stato molto chiaro. Renzi vuole costruire con noi l’alternativa alla destra alle amministrative e in prospettiva alle politiche? E lui che deve dare risposte”.
Infine, sul rapporto con i cinque stelle: “Con i 5 stelle abbiamo un dialogo e ci vedremo nelle prossime settimane per proseguire un confronto tra le maggiori forze italiane al parlamento europeo, al di là della Lega”.

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