Il testo della Legge Zan contro l'omofobia è stato depositato alla Camera, nonostante l'ostruzionismo della Lega
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Il testo della Legge Zan contro l'omofobia è stato depositato alla Camera, nonostante l'ostruzionismo della Lega

Ora inizierà il dibattito parlamentare per l'approvazione di una legge attesa da 25 anni. Ma la destra è già sul piede di guerra

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1 Luglio 2020 - 15.42


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Ieri, 30 giugno, è stato depositato il testo della legge Zan che introduce il reato di omo-lesbo-bi-transfobia e che è un’estensione della legge Reale-Mancino che introduce l’orientamento sessuale e l’identità di genere all’interno dell’attuale impianto giuridico in materia di reati e discorsi d’odio. 
Non si tratta di una proposta liberticida, come sostengono – mentendo – i rappresentanti più oscurantisti della destra: le opinioni saranno sempre tutelate, non si potrà più discriminare qualcuno sulla base dell’orientamento sessuale o sull’identità di genere. “Non abbiamo inventato nulla, è una legge dello Stato, la legge Mancino del 1975 e questa legge – sottolinea Zan – ha una giurisprudenza consolidata che ha stabilito il bilanciamento tra il sacrosanto principio della libertà di espressione e la lesione della dignità umana. Per noi la libertà è un principio sacrosanto ma non è libertà di espressione l’istigazione all’odio”.
Anche il deputato del M5s, Mario Pierantoni, difende l’importanza della legge e la necessità di colmare un “vuoto normativo”. “È un intervento necessario anche perché i reati d’odio si moltiplicano nel tempo. Ci viene detto che i dati non sono certi, che non sono poi così numerosi. E allora io faccio mie le considerazione di un’altra forza politica sulla legittima difesa, quando si disse che bastava anche una sola persona in quella situazione per rendere necessaria la legge. Ecco, fosse necessario anche solo per una, due, tre persone sarebbe importante andare avanti”.
La deputata di Italia viva, Lucia Annibali, sottolinea come il testo tenga conto anche di una proposta di Giusy Bartolozzi di Fi. “È importante coinvolgere tutti per avere un risultato migliore, stiamo lavorando cercando di sminare il campo dalle strumentalizzazioni”, spiega.
Molto critica verso le accuse di testo liberticida è Laura Boldrini. “Non credo – afferma – ci sia una proposta di legge su cui sono state inventate tante menzogne”, “c’è un limite anche alla mistificazione”. “Io non dico – prosegue – che l’opposizione deve essere d’accordo, ma stiamo alla realtà, stiamo ai testi. Questa è una legge attesa da 25 anni, il primo testo Vendola risale a 24 ani fa. Questa volta dobbiamo andare fino in fondo, c’è un vuoto normativo che dobbiamo colmare”.
A ‘rassicurare’ la Cei è soprattutto Alfredo Bazoli, capogruppo del Pd in commissione Giustizia ma anche esponente dell’ala cattolica dem. “Noi siamo convinti della necessità e opportunità di questa legge che completa l’ordinamento a tutela di minoranze oggetto di violenza nella storia dell’uomo. Stiamo cercando – afferma – di lavorare per ottenere il più ampio consenso possibile, il testo ha le caratteristiche per andare oltre il perimetro della maggioranza e lavoreremo fino all’ultimo per questo. È stato fatto un buon lavoro anche sotto uno dei profili più delicati che riguarda la tutela della libera manifestazione del pensiero. Noi non siamo insensibili alle preoccupazioni arrivate anche da una parte del mondo cattolico, pensiamo che fossero preoccupazioni legittime e non pregiudiziali, per questo siamo convinti che questo testo sia in grado di fugare quelle preoccupazioni”.

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